“Bonus imprese”, contributi e incentivi alle assunzioni. Dalla Regione 47,5 milioni per il rilancio economico

Di questi, 31 milioni a fondo perso sono destinati alle imprese con fatturati fino a 5 milioni che dimostrino una riduzione di fatturato almeno del 40% durante l'emergenza, a marzo e maggio 2020 o giugno agosto 2020, rispetto all'anno prima.
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Economia

Misure di sostegno alle attività economiche attraverso interventi per la liquidità delle imprese. Il tutto prevedendo la concessione di contributi a fondo perduto per evitare “di peggiorare la solidità” delle aziende e per “limitare o a contenere il danno subito per i mancati ricavi (e le conseguenti mancate entrate)” dovuti al “lockdown” ma anche “fornire un incentivo alla ripresa e al proseguimento dell’attività”.

Il disegno di legge della Giunta regionale – il famoso “Terzo pacchetto di misure anticrisi” – destina infatti 47,5 milioni di euro alle attività economiche, 31 milioni dei quali per un “bonus imprese”, contributo concesso a domanda, per ordine cronologico di ricevimento e nei limiti degli stanziamenti di bilancio, sulla base dei dati autodichiarati dall’impresa richiedente, attiva al 9 marzo 2020 e al momento della presentazione della domanda, che nel 2019 abbia avuto un fatturato non superiore a 5 milioni di euro.

A beneficiarne – per chi intende presentare la domanda entro il 15 luglio –, le imprese che abbiano registrato una riduzione del fatturato e dei corrispettivi almeno pari al 40%, per i mesi da marzo a maggio 2020, rispetto agli stessi mesi del 2019. Idem per chi intenda presentare domanda entro il 15 ottobre, che però deve dimostrare il calo, sempre almeno del 40%, sui mesi da giugno ad agosto 2020 rispetto quindi all’estate precedente.

Chi chiederà il contributo entro luglio non potrà farlo anche ad ottobre.

I contributi

A livello economico le misure previste sono:

  • 3mila euro per gli operatori economici il cui fatturato complessivo di riferimento non è superiore a euro 65mila annui;
  • 5mila euro per gli operatori economici il cui fatturato complessivo di riferimento è ricompreso tra euro 65.001 e euro 200.000 annui;
  • 6mila 500 euro per gli operatori economici il cui fatturato complessivo di riferimento è ricompreso tra euro 200.001 e euro 500.000;
  • 7mila euro per gli operatori economici il cui fatturato complessivo di riferimento è ricompreso tra euro 500.001 e euro 5.000.000 annui;
  • 3mila euro per gli operatori economici attivi dal 2020 e, in ogni caso, al 9 marzo 2020.

Gli importi dei contributi sono incrementati di un ulteriore 10% nel caso in cui l’impresa abbia dovuto sopportare, nei periodi di riferimento, costi per la locazione o la concessione di immobili e locali strumentali all’esercizio dell’attività economica o per l’affitto dell’azienda.

Se l’obiettivo, da un lato, è quello di “coprire un buco” di entrate durante la chiusura delle attività, la necessità è anche quella di chiedere che la riapertura abbia una certa stabilità. Nella relazione, infatti, si legge che il contributo, la domanda va fatta su base di dati autodichiarati, viene concesso “subordinatamente all’impegno di mantenere attiva l’impresa per almeno un anno dalla data di presentazione della domanda”.

Gli altri settori

Per il rilancio dei settori alberghiero e extralberghierocommerciosomministrazione di alimenti e bevanderifugi alpiniindustria artigianatoattività professionaleenti di formazione professionale e agricoltura dalla Regione è stato stanziato il restante del “tesoretto”, ovvero 16,5 milioni di euro.

I contributi, una tantum e non ripetibili, sono pensati in misura pari al 50% della spesa sostenuta dalle imprese durante lo stato emergenziale – quindi nei campi di protezione, commercio elettronico, riorganizzazione aziendale, vendita a domicilio, consulenza, ecc. – nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 ottobre 2020.

I costi devono essere stati sostenuti per importi ricompresi tra i 1.000 e gli 80.000 euro, a seconda della tipologia di impresa.

A questi, il disegno di legge aggiunge altri tipi di finanziamenti:

  • Bonus per le imprese agricole, alternativo al bonus imprese
    Parametrato alla produzione standard, da euro 500 a euro 2.500;
  • Contributo straordinario per AVMS e UVGAM
    Per la digitalizzazione dei servizi alla clientela e agli associati;
  • Contributo alle imprese turistiche e della somministrazione di alimenti e bevande
    Per l’acquisito di prodotti agroalimentari locali di qualità

Come per il bonus imprese, il procedimento di concessione è a sportello, con domande da presentarsi entro il 15 novembre 2020 e con concessione entro il 31 dicembre 2020, sulla base dei dati autodichiarati dalle imprese stesse, che hanno obbligo di conservare la documentazione fiscale del pagamento, con strumenti tracciabili, per il controllo successivo, a campione, sulla veridicità e sulla completezza delle dichiarazioni rese durante la presentazione della domanda.

Per tutte le attività sono previsti contributi (50% della spesa massima) per l’acquisto dei Dpi e per altri investimenti, materiali e immateriali.

Lavoratori e nuove assunzioni

Per le nuove assunzioni il disegno di legge prevede incentivi fino a 7 milioni di euro, rimodulati dai fondi europei, ma anche a contributi alle imprese per il mantenimento dell’occupazione e per i tirocini curricolari agli enti di formazione per la formazione professionale a distanza.

Già previsti dalla legge regionale 5/2020 gli indennizzi per lavoratori autonomi, con o senza partita IVA, studenti, lavoratori dipendenti, anche a tempo determinato, in cassa integrazione, sono invece prorogati ai mesi di aprile e maggio, con un rifinanziamento delle misure di 2,5 milioni di euro.

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