Cantieri e lavori in corso? Albergo pieno!

Esiste un rapporto diretto tra numero di cantieri aperti e percentuale di occupazione degli alberghi? In Valle d’Aosta sembrerebbe molto più che un’ipotesi ma un vero e proprio modus operandi consolidato di alcune strutture, con qualche contro indicazione
Economia, Società

Quando i turisti scarseggiano occorre attivarsi per riempire comunque la struttura. Il compito è arduo, talvolta nemmeno sempre possibile, tuttavia ci sono determinati target che possono consentire ad alcuni alberghi valdostani, e non solo, di superare queste problematiche. Per alcune strutture ricettive ubicate in contesti particolari una di queste possibili fonti di reddito è sorprendentemente rappresentata da operai e lavoratori che prestano servizio nei cantieri edili aperti sul territorio; alcune strutture collaborano, infatti, in maniera consolidata da molti anni con impresari e ditte specializzate. Una scelta strategica con vantaggi e contro indicazioni, vediamo quali.  

Come detto si tratta di un target costituito da persone che non sono in vacanza, ma che lavorano e come tali non necessitano di particolari servizi; in questo caso il lavoro dell’albergatore risulta piuttosto semplificato e l’albergo ritorna così ad avere quella sua funzione primaria di semplice accoglienza per il vitto e alloggio. D’altro canto però occorre tenere presente alcune possibili controindicazioni che un eventuale uso improprio di questa strategia può portare; s’innesca infatti, nei casi più critici, una situazione piuttosto paradossale dove taluni albergatori “esultano” quando grandi e lunghi lavori riempiono la località.

In effetti la questione diventerebbe un po’ imbarazzante poiché la presenza di molti lavori nelle località turistiche, se da un lato rappresenta un segnale di sviluppo e miglioramento dei servizi, d’altro canto può creare qualche disagio a residenti e turisti che inevitabilmente si terrebbero alla larga. Oltremodo il perdurare dei lavori nel tempo potrebbe generare una perdita di competizione forte in termini di immagine e clientela; si rischia così di perdere anche quella clientela fidelizzata che con tanta fatica si è acquisita nel tempo. Talvolta però i lavori, soprattutto in territori montuosi come la Valle d’Aosta, sono vincolati dalle condizioni meteo e spesso accade di dover inevitabilmente aprire più cantieri contemporaneamente. In questi casi allora il consiglio è quello di spiegare quale tipo di lavori sono in corso, quale sarà il risultato finale e che si tratta di interventi che contribuiranno a rendere migliore la destinazione dando così un segnale importante di dinamismo.

Un altro elemento da considerare è la convivenza di più target nello stesso ambiente. La clientela leisure ha infatti esigenze che le persone che soggiornano per lavoro non hanno e viceversa. Ad esempio, durante le ore serali e notturne potrebbero esserci necessità contrastanti, da un lato il sacrosanto diritto al riposo del lavoratore, dall’altro l’altrettanto legittimo desiderio del cliente vacanziero di uscire dai canoni della vita quotidiana magari anche semplicemente intrattenendosi in notturne e “fastidiose chiacchiere”. Anche durante i pasti ci troveremmo di fronte esigenze diametralmente opposte; pasti brevi e sostanziosi per i lavoratori, ricerca della tipicità e tradizione per la clientela leisure.

La convivenza di più target, esemplificata in questo caso, è però un argomento da tenere sempre in considerazione nelle scelte strategiche di segmentazione della clientela. Allo stesso modo la situazione varrà dunque anche per contrapposizioni quali bambini-relax, clientela business e famiglia, giovani e anziani e così via.

A cura di Turismok

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