Fipe-Confcommercio chiede maggiori tutele: “Cassa integrazione Covid e agevolazioni per i dehors”

L'allarme della ristorazione e dei pubblici esercizi riguarda anche la proroga delle moratorie bancarie. "Riuscire ad ottenere delle agevolazioni sia a livello di costi che di semplificazioni per le autorizzazioni rappresenterebbe per la categoria una piccola nota positiva rispetto all’attuale complicato panorama  in cui convivono ormai da tempo”.
Riapertura bar e ristoranti Croce di Città
Economia

La ristorazione ed i pubblici esercizi non vedono la fine della crisi e chiedono maggiori tutele, anche al fine di evitare licenziamenti. Dalla proroga della cassa integrazione Covid, che permetterà di tutelare circa 300mila occupati, traghettando i contratti in questa fase di emergenza, a quella delle moratorie bancarie, necessaria soprattutto per le piccolissime imprese scarsamente patrimonializzate che in questi anni, per sopravvivere, si sono indebitate.

Tra le altre richieste che la Fipe-Confcommercio fa a livello nazionale, per via del suo direttore Roberto Calugi all’audizione con la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, in vista dell’approvazione del decreto Milleproroghe, c’è quella dell’occupazione del suolo pubblico per allestire i dehors.

“Anche i dehors non sono un aspetto da trascurare”, commenta Graziano Dominidiato, Presidente Confcommercio Fipe VdA, “per la maggior parte dei pubblici esercizi e ristoranti rappresentano infatti una vera e propria risorsa per l’attività stessa. Riuscire ad ottenere delle agevolazioni sia a livello di costi che di semplificazioni per le autorizzazioni rappresenterebbe per la categoria una piccola nota positiva rispetto all’attuale complicato panorama  in cui convivono ormai da tempo”.

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