Dopo il confronto segnaletica stradale contro segnaletica digitale, anche questa settimana la nostra rubrica vuol porre all'attenzione del lettore l'interessante confronto tra le nuove tecnologie e gli strumenti considerati più tradizionali. In che misura la tecnologia ha preso posto nelle abitudini della gente? E' un po' questa la finalità di alcuni parallelismi proposti ultimamente in "Turismo 360": questa volta parliamo di guide viaggi, uno strumento sì tradizionale ma che ha saputo rinnovarsi fortemente nei contenuti e nelle modalità di consultazione come nel caso della famosa Lonely Planet che è recentemente uscita con la versione web di Lonely Planet "TV".
A giudicare dal numero di guide viaggi attualmente in commercio la risposta alla nostra domanda sembrerebbe: "molto poco". Esistono guide per tutti i gusti, testuali, mappe, con immagini e foto, guide per viaggi low cost, verdi, rosse, tutte più o meno approfondite con prezzi che variano da pochi euro fino anche a decine euro. Per alcuni le guide rappresentano davvero un culto da collezione, in generale esse rappresentano ancora un importante punto di riferimento nei nostri viaggi, specie se il nostro itinerario si sviluppa al di fuori dei confini nazionali e se ci troviamo in luoghi con culture e storie molto differenti da casa nostra.
Alcune di queste sono composte da migliaia di pagine (Guide Australia Rough Guide e Lonely Planet superano abbondantemente le 1000 pagine!). Esse rappresentano dunque molto più che una guida viaggio ma un vero manuale di studio etnografico e antropologico di un paese, raggiungono un livello di descrizione delle informazioni piuttosto accurato tanto che da qualche parte in internet si trovano recensioni di gente insoddisfatta (gli inguaribili affezionati) perché il gelataio di via del Gusto si è trasferito in Piazza del Cono. Aldilà delle esasperazioni di chi senza la guida si vede perso questo strumento rimane tra i più indispensabili per una serie di motivi tra cui praticità di consultazione, la possibilità di ottenere approfondimenti culturali, l'indipendenza da strumenti e reti tecnologiche non sempre accessibili durante alcuni viaggi. Siamo andati a vedere quali guide esistono e cosa dicono della Valle d'Aosta.
Tra le guide storiche e più autorevoli italiane ci sono senz'altro Michelin, Mondadori e le Guide del Touring Club che vantano tradizioni ultracentenarie e una gamma di offerta che spazia dalle guide natura, le guide per viaggiatori avventurosi no limits, per quelli che ricercano storia e cultura, sport o per chi viaggia da solo. La nostra piccola Regione, eccezion fatta per i casi sopra citati (in alcuni casi come nella Guida Mondadori o in alcune del Touring la guida è collegata al Piemonte) non trova quasi mai spazio. Routard, Lonely Planet, Rough Guide, Arrivalguides che rappresentano solo per citarne alcuni i leader di mercato non contemplano mai il nostro angolo di Paradiso,. Naturalmente la cosa non desta stupore ed è dovuta al fatto che, una volta tanto, i nostri piccoli numeri non giustificano spese di pubblicazioni di queste grandi imprese. D'altro canto di produzioni fatte in casa al contrario ne avremmo tante e di tutti i tipi; probabilmente per evitare che l'affollamento dei magazzini spetta a noi un lavoro più intensivo di divulgazione di strumenti che, sembrano sempre più inutilizzati, ma che continuano a riempiere gli zaini e la valige dei viaggiatori.
A cura di TURISMOK
