Il turismo sostenibile come elemento di differenziazione e di vantaggio competitivo

Un esempio di offerta turistica improntata alla sostenibilità è quella dell’associazione “Alpine pearls”. Si tratta di un network di località alpine che propongono un’offerta turistica responsabile ed ecologica. Chamois e Cogne ne fanno parte.
Cogne
Economia, Società

Solitamente si sente parlare di turismo sostenibile come di un tipo di turismo, al pari del turismo sportivo o di quello enogastronomico. In realtà, il turismo sostenibile non è un prodotto, ma un approccio al turismo. La sostenibilità è un insieme di pratiche che vanno adottate nella creazione e nell’organizzazone dell’offerta turistica.

Nella maggior parte dei casi però, i territori, le destinazioni, così come le singole strutture turistiche, non adottano un approccio sostenibile e responsabile, vedendolo spesso come un ostacolo allo sviluppo ed alla massimizzazione dei profitti.

Accade così che quei soggetti, siano essi singoli o destinazioni, che scelgono un modello di turismo orientato alla sostenibilità, riescona a caratterizzarsi e a distinguersi: la proposta di turismo sostenibile viene quindi percepita dal pubblico come un “tema” di vacanza, ed attira quindi un target ben preciso, sempre più sensibile alle tematiche ambientali e di auteniticità.

Un esempio di offerta turistica improntata alla sostenibilità è quella dell’associazione “Alpine pearls”. Si tratta di un network di località alpine che propongono un’offerta turistica responsabile ed ecologica. Una delle caratteristiche fondanti dell’associazione è infatti la mobilità sostenibile, oltre ad un offerta turistica improntata sull’escursionismo, l’enogastronomia e gli aspetti tradizionali e culturali.

Come recita il Catalogo dei Criteri dell’associazione “Alpine Pearls ha come obiettivo la promozione del turismo di qualità attraverso programmi turistici e di trasporto basati sul principio della sostenibilità e la massima rinuncia a fattori inquinanti nell’ambito del turismo, del trasporto e in altri settori, come la conservazione del paesaggio, la tutela della natura, l’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili, la riduzione dei rifiuti e la valorizzazione dei prodotti territoriali”.

Le località aderenti si sono distribuite nei 5 principali paesi alpini: Francia, Italia, Svizzera, Austria, Slovenia. L’Italia è il paese che conta il maggior numero di località, 10, divenute ora 11 con il recente ingresso di Cogne.

La Valle d’Aosta vanta 2 membri, Cogne appunto e Chamois, già da tempo presente all’interno del network. Si tratta di un segnale importante per la nostra regione, in quanto testimonia una crescente attenzione alle tematiche ambientali e ad un’approccio sostenibile all’offerta turistica. Inoltre, la presenza nel network di due località così diverse come Cogne e Chamois rappresenta uno spunto di grande interesse.

Il caso di Cogne è l’esempio di come un’offerta turistica sostenibile ed “a misura d’uomo” non sia appannaggio delle destinazioni minori, che non sono alle prese con i grandi numeri e con le complicazioni che ne conseguono. Anche le destinazioni più affermate possono quindi adottare una gestione razionale e responsabile del territorio e degli elementi che compongono l’offerta turistica.

Il caso di Chamois si potrebbe definire quasi opposto, ma è altrettanto significativo. Si tratta di località che ha come punti di forza della propria offerta turistica la  dimensione contenuta e l’isolamento. Il villaggio si trova, infatti, in una conca a quasi 2000 m ed è raggiungibile solamente in funivia. Quelli che potrebbero costituire dei limiti allo sviluppo turistico si rivelano invece come degli elementi di unicità e valorizzazione della dimensione naturale ed autentica.

Questi esempi devono far riflettere su come un approccio turistico sostenibile non sia solo un’esigenza per preservare intatte le risorse di cui disponiamo, ma possa diventare anche un elemento di differenziazione e di vantaggio competitivo, rafforzando la nostra posizione sul mercato.

A CURA DI TURISMOK

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