Indennità giornaliera ai lavoratori autonomi: allo studio un disegno di legge

Il provvedimento è finalizzato a concedere un'indennità giornaliera a favore di coltivatori diretti, artigiani e commercianti colpiti da malattia che provochi inabilità temporanea assoluta al lavoro. A renderlo noto la è Condiretti VdA.
Giuseppe Balicco
Economia
E’ allo studio un disegno di legge finalizzato a concedere un'indennità giornaliera a favore dei coltivatori diretti, degli artigiani e dei commercianti colpiti da malattia che provochi inabilità temporanea assoluta al lavoro. A renderlo pubblico è una nota della Coldiretti Valle d'Aosta. Nello scorso inverno, infatti, il Presidente della Coldiretti valdostana Giuseppe Balicco e il Direttore Ezio Mossoni hanno incontrato l’Assessore regionale alla Sanità, salute e Politiche sociale, Albert Lanièce, manifestando alcune problematiche socio sanitarie che interessano non solo il settore agricolo ma tutto il mondo del lavoro autonomo, in particolare quelle relative alla situazione previdenziale agricola, agli assegni familiari e alla indennità di malattia.
Venerdì 3 luglio scorso l'assessore Lanièce ha incontrato nuovamene la Coldiretti e le altre organizzazioni rappresentative del lavoro autonomo, presentando un disegno di legge che andrà presto alle Commissioni regionali e che sarà presentato in Consiglio Regionale, probabilmente, prima della pausa estiva.
 
La Coldiretti evidenzia che "si tratta di un provvedimento innovativo, forse unico in Italia, messo in evidenza dal patronato Epaca e fortemente sollecitato dalla Coldiretti valdostana". Per il presidente Giuseppe Balicco, noché presidente Epaca VdA, il provvedimento "é un segnale forte, di considerazione nei confronti del settore del lavoro autonomo in generale, e di quello agricolo in particolare".
Lo studio sulla materia è in mano all’Assessorato regionale alla Sanità e si tratta della modifica della legge regionale 290/1981 che riconosce ai lavoratori autonomi un'indennità, in caso di ricovero ospedaliero, di 22,26 euro al giorno. L'ipotesi prevede di estendere la provvidenza ad un massimo di 30 giorni dalla dimissione per i casi in cui è comprovata l'impossibilità lavorativa.

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