Insegnanti precari, Cgil e Snals preparano una raffica di ricorsi contro la Regione

I sindacati valdostani sono sul piede di guerra per chiedere la stabilizzazione dei contratti di lavoro dei docenti. Ma l’obiettivo è anche il riconoscimento degli scatti di anzianità e l’indennizzo per i danni subiti.
Economia

Anche in Valle i sindacati sono sul piede di guerra sulla situazione degli insegnanti precari e all’orizzonte c’è una serie di ricorsi contro l’amministrazione regionale di fronte al giudice del lavoro per richiedere la stabilizzazione dei loro contratti.

“Una direttiva dell’Unione europea – spiega Katya Foletto responsabile della Flc Cgil – impone che anche nel settore pubblico non si possano reiterare i contratti a termine per più di 36 mesi così come avviene nel privato. Accade però normalmente anche nelle scuole valdostane che, ad esempio, gli insegnanti vengano licenziati a giugno per essere riassunti a settembre per diversi anni di seguito”.  Nella sede di via Binel, nei giorni scorsi, si è svolta un’assemblea a cui hanno partecipato una quarantina di persone alle quali sono stati spiegati i termini del ricorso. L’obiettivo è duplice: da un lato chiedere la trasformazione del contratto da tempo determinato a indeterminato e dall’altro il riconoscimento della carriera pregressa, con la conseguente corresponsione di un indennizzo per i danni subiti. “A riguardo ci sono già alcune sentenze dei tribunali di Siena e Genova – sottolinea Foletto – e noi sul territorio stiamo contattando i potenziali interessati per istruire l’istanza che contiamo di presentare entro giugno”. Anche la stabilizzazione del contratto per quattro lavoratrici della casa di riposo J. B. Festaz decisa dal giudice del lavoro di Aosta rappresenterebbe un precedente utile anche per la situazione dei precari della scuola.

E’ sulla stessa linea d’onda l’altro sindacato più rappresentativo del mondo della scuola. “Stiamo raccogliendo le deleghe per presentare il ricorso – dichiara Alessandro Celi, responsabile dello Snals – e credo che concluderemo questa fase preliminare in tempi rapidi. Puntiamo non tanto sulla conversione del contratto al tempo indeterminato, quanto piuttosto sul riconoscimento degli scatti di anzianità”.

Già a gennaio i sindacati si erano organizzati inviando un’impugnativa alla Sovraintendenza agli studi, ma il ricorso di fronte al giudice del lavoro Eugenio Gramola rappresenta una nuova fase del contenzioso. Oggi la Cgil potrebbe raccogliere una quarantina di adesioni e lo Snals altre cinquanta. Ma sono fra i 250 e i 300 gli insegnanti potenzialmente interessati.

Resta in una posizione di attesa il Savt Ecole che non esclude a priori l’ipotesi del ricorso, ma che aspetta il consolidamento della giurisprudenza su questa materia. Chi, invece, non intende intraprendere questa strada è la Cisl: “Abbiamo informato i nostri iscritti – dichiara Corrado Fosson, responsabile del settore scuola – ma abbiamo anche fornito gli elementi per valutare le difficoltà di questo percorso. Al momento non stiamo raccogliendo richieste per il ricorso”.

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