"Una situazione delicata". Cosi Enrico Monti della Fiom Cgil commenta l’intenzione dell’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato di vendere la quota azionaria di controllo, pari al 55%, della Verrès Spa.
Dal 18 aprile scorso è stato pubblicato sul sito della Verrès Spa l’invito a manifestare interesse per la creazione di una partnership di natura industriale, commerciale e finanziaria con l’azienda che opera nel settore della monetazione. Come si legge nell’avviso "l’operazione potrà realizzarsi anche mediante cessione della quota azionaria di controllo attualmente detenuta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A".
"Abbiamo già avuto un primo incontro con l’azienda – spiega ancora Monti – e ci ritroveremo nuovamente dopo il 18 maggio (ndr. dopo la scadenza dell’invito). Stiamo cercando anche di fissare un incontro con la Regione che detiene una quota di minoranza nell’azienda (il 27%). C’è indubbiamente da parte nostra grande attesa per questo Invito perché crediamo che l’azienda debba giocare la carta della diversificazione che può arrivare da una nuova partnership e cercare nuove commesse suoi mercati extra europei".
La Verrès Spa, attiva nella produzione di semilavorati per monetazione, impiega attualmente 80 persone a tempo indeterminato e 13 a tempo determinato. Con l’arrivo dell’euro e le regole dell’Unione europea che impongono gare d’asta per battere moneta, il fatturato della società valdostana ha iniziato a calare. Nel 2008 i ricavi erano di oltre 96 milioni con perdite per circa 2,5 milioni mentre nel 2009 il fatturato è sceso a 57 milioni con perdite ridotta a 1,4 milioni. A complicare ulteriormente la vita dell’azienda è arrivata poi da alcuni anni la forte concorrenza dell’area asiatica.
