L’addio di Confidi industriali, Jacquin prepara la fusione

Ultima assemblea per l’ente di intermediazione bancaria. Lavoyer benedice il processo che ha portato all’unificazione. Si prefigura la creazione di due macro Confidi vigilati, il secondo è quello formato da Valfidi e CTS. Confidi agricoltori è al bivio.
Federico Jacquin
Economia

“Questa è l’ultima assemblea di Confidi industriali!” Lo ha dichiarato Federico Jacquin, annunciando, durante l’assemblea dell’ente, che manterrà la carica di presidente fino a che non sarà completato il processo di fusione con la società cooperativa Confidal. Il tono generale era improntato a un cauto e distensivo ottimismo, e l’incontro con gli iscritti si è concluso con una monumentale cena di festeggiamento. La fusione è stata dettata dall’esigenza di diventare un confidi vigilato, ovvero sottoposto al controllo della Banca d’Italia, come richiede la legge quadro nazionale.

I vantaggi sono molteplici: tra questi, la possibilità di operare con imprese non socie, di gestire fondi pubblici, di rilasciare garanzie a favore dell’amministrazione finanziaria. Eppure esattamente due anni fa lo stesso Jacquin dubitava che il passaggio al nuovo regime fosse una scelta sicuramente conveniente, a causa dei “numerosi fallimenti di fusioni in tutta Italia. Solo dopo avere verificato la politica della Banca d’Italia nei confronti dei consorzi di garanzia – aveva affermato – il Confidi Industriali Valle d’Aosta farà la sua scelta in modo ponderato”.

Evidentemente tutti i dubbi sono stati risolti, complice anche l’interessamento della Regione. Un anno fa Rollandin e Lavoyer, durante l’incontro sulla manovra finanziaria, minacciarono di chiudere i rubinetti se non si fosse creato un solo Confidi regionale che riunisse i cinque esistenti (Valfidi artigiani, CTS commercio, Confidi industriali, Confidal turismo e Confidi agricoltori). Dal 2012 la Regione erogherà contributi solo alle Confidi vigilate, e questo argomento sembra avere convinto tutti.

Però non è stato facile, stando a quanto ha raccontato Jacquin nella sua relazione. Il dialogo con l’unico Confidi vigilato già esistente, la Valfidi, non è stato mai avviato, forse per “incomprensioni reciproche”, ha glissato il presidente. Le trattative con gli altri tre Confidi sono state complesse, e alla fine l’accordo è stato raggiunto, ma solo con la Confidal turismo. Dando uno sguardo al panorama valdostano, appare evidente che si stanno creando due agglomerazioni: da un lato Confidi e Confidal, dall’altro Valfidi e Cts. Confidi Agricoltori per il momento resta in disparte. Secondo il presidente di Confidi industriali in questo modo si creerà un mercato concorrenziale positivo e stimolante. La Regione, che invoca da anni la creazione di un unico Confidi, per il momento ha deciso di fare buon viso a cattivo gioco, oppure di accontentarsi. L’assessore Lavoyer, presente all’assemblea, si è detto molto soddisfatto del percorso compiuto, un’opinione condivisa anche da Marguerettaz.

 

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte