L’analisi dei dati del Sistema Informativo Excelsior, elaborati dalla Chambre valdôtaine, evidenziano un mercato che mantiene livelli significativi ma che si riconfigura rapidamente per settori, profili e caratteristiche delle assunzioni.
Ad aprile – spiega una nota – sono previste circa 1.080 entrate, mentre nel trimestre aprile–giugno il fabbisogno raggiunge quasi 6.000 unità. “Dal confronto con i mesi precedenti si può leggere chiaramente questa transizione: dopo il picco di oltre 4.000 assunzioni registrato a dicembre, la domanda si stabilizza tra gennaio (1.390) e febbraio (1.140), fino a scendere intorno alle 1.000 unità mensili e risalire leggermente ad aprile“.

“Non si tratta di un rallentamento, ma di un cambio di composizione – dice la Chambre –. Se nei mesi invernali il turismo concentrava la quota prevalente della domanda, con oltre 2.000 ingressi a dicembre, nei mesi successivi il suo peso si riduce progressivamente mentre crescono costruzioni e attività produttive”. Infatti, “il settore edile, ad esempio, passa da poche decine di assunzioni a dicembre a circa 200 a febbraio e diventa uno dei principali motori della domanda primaverile”.
Anche i profili richiesti cambiano in modo evidente. Ad aprile le imprese cercano soprattutto figure operative: circa il 39 per cento delle entrate riguarda operai specializzati e conduttori di impianti (circa 420 unità), mentre il 36,5 per cento si concentra invece nelle professioni commerciali e dei servizi (circa 390 unità). Le figure ad alta specializzazione si fermano intorno al 10 per cento, “segnale di una domanda fortemente orientata all’operatività”.

Accanto ai volumi, emergono alcune caratteristiche strutturali della domanda. Ad esempio, solo il 7 per cento delle assunzioni è destinato a laureati, mentre per circa il 67 per cento delle posizioni è richiesta esperienza specifica. Le imprese con meno di 50 dipendenti concentrano oltre il 60 per cento delle entrate e il settore dei servizi rappresenta ancora circa il 60 per cento della domanda complessiva.
“Il dato più rilevante resta però la difficoltà di reperimento – spiega ancora la Camera di commercio valdostana –. Ad aprile oltre il 52 per cento delle posizioni è considerato difficile da coprire, con valori che nei mesi precedenti hanno superato il 55 per cento. Si tratta di un fenomeno continuo: da dicembre ad aprile la quota di profili introvabili non scende mai sotto il 52 per cento, segno di una tensione strutturale del mercato del lavoro”.
La causa principale indicata dalle imprese “non è tanto la mancanza di competenze, quanto la scarsità di candidati disponibili, che incide per oltre il 30 per cento dei casi. Un elemento che, unito alla forte richiesta di esperienza, contribuisce a rendere il mercato sempre più selettivo”.

Altri dati dicono che circa il 28 per cento delle assunzioni è rivolto a giovani under 30, il 22 per cento interessa lavoratori stranieri e il 78 per cento dei contratti è a tempo determinato, “a conferma della stagionalità del sistema economico regionale”.
“Questi dati mostrano con chiarezza come il mercato del lavoro valdostano non segua una dinamica lineare, ma si trasformi nel corso dell’anno, accompagnando i cicli economici e stagionali del territorio – sottolinea il presidente della Chambre valdôtaine Roberto Sapia –. Oggi il vero problema non è creare lavoro, ma trovare le persone per farlo. Non siamo di fronte a una semplice difficoltà di reperimento, ma a un fenomeno strutturale che incide direttamente sulla capacità delle imprese di programmare, crescere e investire”.
“Per questo, è fondamentale disporre di informazioni puntuali e continuative: leggere questi cambiamenti in modo tempestivo significa aiutare imprese e istituzioni ad anticipare i fabbisogni, orientare meglio formazione e politiche attive e intervenire in modo più efficace sulle criticità, a partire dalla disponibilità di personale – chiude Sapia –. In questo senso, il patrimonio informativo del sistema camerale rappresenta uno strumento concreto di supporto alle decisioni e allo sviluppo del territorio”.
