Ostelli, rifugi e case vacanza, quando il viaggio low cost diventa confortevole

Cameroni giganti e 1 bagno in comune in tutta la struttura? Non è detto. Anche nelle strutture ricettive più spartane cresce il livello dei servizi.
Il rifugio Chaligne nel comune di Gignod
Economia, Società

 Zaino in spalla, pochi soldi nelle tasche e mete a volte indefinite, un modo di viaggiare utilizzato da moltissimi ragazzi desiderosi di conoscere nuove realtà ma con poco budget a disposizione. Trovare sistemazioni alberghiere a poco costo non sempre è possibile, così la scelta ricade sui classici ostelli o case vacanze, forme di ricettività che sembravano destinate ad una lenta estinzione ma che stanno conoscendo una nuova primavera. Molte di queste strutture hanno infatti cercato di alzare il livello di servizi con l’obiettivo di raggiungere fasce di clientela più ampie come ad esempio le famiglie; in diversi casi il successo è stato immediato. Vediamo cosa è cambiato.

Cercando di non alterare lo spirito e l’ambiente tipico che contraddistingue queste strutture i gestori hanno cercato di migliorare il comfort, ad esempio attraverso la realizzazione di stanze più piccole in sostituzione delle camerate. Oggi non è raro trovare negli ostelli più recenti stanze doppie con bagno privato, così che anche giovani coppie e famiglie con bambini trovino in queste strutture una collocazione appropriata. In alcune strutture è possibile addirittura richiedere la stanza singola, anche se naturalmente, il numero di stanze singole e doppie è ancora e giustamente molto limitato rispetto alle camere per gruppi che comunque hanno dimensioni più contenute di un tempo (6 – 8 posti letto).

In Valle d’Aosta è possibile pernottare in strutture simili, forse poco conosciute, ma che garantiscono un livello di comfort adeguato alla tipologia di offerta. C’è però chi dissente e sostiene che queste nuove tendenze alterino il vero spirito con il quale sono nate e si sono sviluppate queste forme di ospitalità. Come spesso accade verrebbe da dire “in medio stat virtus”. Ed in effetti la citazione non è solo un modo di dire perché, se da un lato è evidente che gli interventi su strutture di questo genere vanno fatti con la consapevolezza di non dover cancellare lo spirito del luogo, è altrettanto vero che sarebbe insensato rinunciare ad una doccia calda laddove ce ne sia la possibilità. In secondo luogo strutture più confortevoli possono diventare, come detto, interessanti anche per altri target che viceversa probabilmente non farebbero vacanze. Occorre considerare che talvolta, come nel caso dei rifugi, è poi l’ubicazione a determinarne il livello di servizi. Strutture facilmente accessibili hanno dovuto rivedere la propria offerta, consapevoli che il loro target è estremamente differente da quelle più in quota e che in sostanza essi rappresentano degli alberghi in quota ma non dei rifugi. In altre parole un maggior afflusso di gente con motivazioni di soggiorno più disparate (non sempre tecniche) comporta inevitabilmente richieste sempre più esigenti alle quali occorre adeguarsi, pena una minor capacità competitiva dell’impresa.

Il solo innalzamento dei servizi, sebbene necessario, non è però sufficiente a garantire in rilancio delle singole attività; è necessario altresì lavorare intensamente sulla comunicazione cercando di sviluppare una nuova immagine di questa tipologia di strutture, svuotata di alcuni contenuti stereotipati che non trovano più ragion d’essere. Non sempre peraltro che sceglie queste strutture ha una capacità di spesa molto bassa, talvolta si tratta di un vero e proprio modo di vivere la vacanza.

 

A cura di TURISMOK

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