Ottobre di proteste per i sindacati di Polizia

"Dopo quasi due anni di promesse e di atteggiamenti dilatori del governo - dicono i sindacati - i poliziotti dicono basta e si preparano ad attuare una serie di azioni per denunciare all'opinione pubblica la scandalosa situazione in cui operano".
La protesta di fronte alla Questura di Aosta
Economia
Continueranno per tutto il mese di ottobre le proteste dei sindacati di polizia, che sono scesi in piazza contro la politica degli annunci del Governo Berlusconi sulla sicurezza. Ieri mattina, martedì 6 ottobre,  davanti alla Questura di Aosta, tutte le sigle sindacali dei rappresentanti della polizia, hanno distribuito un volantino in cui spiegavano le ragioni della loro protesta.
Si tratta di un’adesione di massa, forse la più importante degli ultimi anni. I sindacati, tutti uniti (Siulp, Sap, Siap, Silp, Ugl Polizia e Coisp) stanno protestando contro i pesantissimi tagli di risorse a mezzi e uomini.
"Dopo quasi due anni di promesse e di atteggiamenti dilatori del governo – si legge nel volantino firmato da Siulp, Sap, Siap, Silp, Ugl Polizia e Coisp – i poliziotti dicono basta e si preparano ad attuare una serie di azioni per denunciare all'opinione pubblica la scandalosa e inaccettabile situazione in cui vivono e operano".

Tra le motivazioni della protesta ci sono anche l’età media dei poliziotti, ormai sempre più alta. "La mancanza di nuove assunzioni di personale per abbassare l'età media dei poliziotti che è superiore ai 47 anni, ripianare le insostenibili carenze d'organico e le vacanze che si determinano con i pensionamenti; il mancato stanziamento di risorse economiche per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per il biennio 2008/2009 scaduto da due anni; l'offerta del governo Berlusconi di attribuire un aumento contrattuale biennale di 40 euro lordi per un agente che offende la professionalità e la dignità della funzione; l'offerta del governo Berlusconi di attribuire due euro lordi per ogni poliziotto per valorizzare la specificità professionale ed incrementare le indennità operative dei poliziotti; il mancato stanziamento pluriennale di risorse adeguate per realizzare il riordino delle carriere quale condizione necessaria ed urgente per adeguare e rendere più efficiente il modello di sicurezza del paese; il mancato avvio del confronto sulla previdenza complementare che rischia di produrre danni irreversibili per i poliziotti più giovani".

Le prossime iniziative sono previste per il 15 ottobre, quando alcune delegazioni regionali, di tutte le sigle sindacali, protesteranno a Roma davanti ai palazzi del potere. Poi, il 28 ottobre, sempre a Roma, la maxi manifestazione a cui prenderanno parte anche gli agenti della polizia penitenziaria quelli della forestale.

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