Per CAS il 2009 anno più difficile dalla privatizzazione dell’azienda, primi segnali di ripresa

Presentati i piani della Cogne Acciai Speciali per affrontare una crisi senza precedenti. Riduzione dei volumi pari al 2,25% e fatturato che registra -20%. Riorganizzazione della struttura del personale: a fine 2009 livello occupazionale di 1010 unità.
Lo stabilimento della Cogne acciai speciali
Economia
Come superare una crisi senza precedenti”. E’ questo il titolo che quest’anno Roberto Marzorati, vice presidente della Cogne Acciai Speciali ha voluto dare all’incontro consueto con i giornalisti per presentare il consuntivo 2008, l’analisi di mercato e le previsioni del 2009. La fotografia non è positiva, anche la CAS risente pesantemente della crisi economica e a metterlo nero su bianco sono i dati: dal settembre 2008, mese fino al quale si era registrato un trend di crescita, l’azienda ha iniziato a registrare un rallentamento economico generale, proseguito nel 2009. Si parla di una riduzione dei volumi pari al 2,25% (173mila tonnellate spedite) e di un fatturato che registra un -20% (625 milioni di euro).

Per l’anno in corso, di fronte ad un rallentamento generalizzato del settore siderurgico, la CAS si è mantenuta su livelli della media dei produttori di acciai inossidabili lunghi europei, evidenziando un calo degli ordinativi più marcato per i prodotti destinati ai distributori (barre inox -50%) e una flessione meno importante per i prodotti destinati agli utilizzatori finali (pezzi fucinati -30%)  Sul fronte del portafoglio ordini la CAS ha registrato nei primi due trimestri del 2009 rispettivamente un calo del -45% e del -40%. La previsione per i prossimi trimestri parla di un recupero pari ad un -35% nel terzo trimestre e del 15% nel quarto trimestre.

La crisi si è fatta sentire anche in CAS dunque e le sue ripercussioni si protrarranno per tutto il 2009. Non si salva neanche la forza lavoro: nel ribilanciamento dei costi operativi, che rappresenta insieme all’ampliamento del mercato di riferimento, una delle due linee dell’azienda per reagire alla crisi, per “non dover rinunciare alle professionalità presenti all’interno dello stabilimento, si è proceduto alla riorganizzazione della struttura del personale – ha spiegato il vice-presidente CAS – Circa 40 contratti a termine non sono stati purtroppo riconfermati, pur prevedendo entro il 2010 la ripresa di una ventina di questi; è stata attivata la procedura di mobilità che coinvolgerà 70 persone e riguarda figure professionali che potranno traguardare la pensione nell’arco del periodo di tre anni previsto dalla mobilità. Infine, è stata attivata la “settimana corta” per gli amministrativi, strumento che sta permettendo di non intervenire sui livelli occupazionali “consentendoci di contenere i disagi della Cassa integrazione che vengono in tal modo spalmati su tutte le figure e non concentrati unicamente in alcuni ambiti.”. La CAS prevede di mantenere per fine anno 2009 un livello occupazionale di 1010 unità. Nel complesso 130 posti in meno rispetto al 2008.

Sul fronte delle azioni relative all’ampliamento del mercato di riferimento l’azienda ha attivato alcune strategie che la vedono posizionarsi più incisivamente nel Nord America e sulle aree emergenti asiatiche con un’ipotesi di volumi addizionali di circa  4mila tonnellate per il 2010. Altra azione è stata l’ampliamento della gamma produttiva frutto di recenti investimenti operativi su nuovi impianti entrati in servizio tra il 2008 e il  2009, in particolare la nuova fucina che consente alla Cogne di fornire una gamma di prodotti di nicchi con ipotesi di circa 10mila tonnellate addizionali prodotte per il 2010. Alla strategia si accompagna anche il caso che ha voluto il fallimento della Cruciale, azienda di peso concorrente della CAS negli Stati Uniti. Un’opportunità  di mercato scaturita con la conseguente richiesta di subentro per la Cogne nel business annuale del concorrente con un’ipotesi molto cautelativa di volumi addizionali pari a 3-4mila tonnellate sempre per il 2010. Infine figura in questo contesto anche l’accordo, con clausola di riservatezza, con un distributore di acciaio inossidabile tra i più importanti d’Europa che porterà entro il 2010 6mila tonnellate di acciaio addizionali per l’azienda. A non risentire della crisi invece è lo stabilimento Cogne in Cina che occupa 70 dipendenti per una produzione di circa 5mila tonnellate annue, pari al 4% della produzione totale Cogne.

Infine, per garantire solidità patrimoniale alla società, la CAS ha deciso di aumentare il capitale sociale attraverso la conversione degli utili generati negli anni precedenti, decisione ratificata dal CdA, portando così il capitale da 80mln a 130 mln di euro con l’aggiunta, qualora la crisi dovesse perdurare, di apporti di capitale addizionali da parte dei soci.

Nessuno di noi qui dentro ha mai assistito ad una crisi del genere – ha concluso Marzorati – Credo che il grosso della crisi lo abbiamo passato ma gli strascichi si faranno sentire ancora per i prossimi 12 mesi”.

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