Per CGIL la crisi in Valle continua a essere importante

Presentata l’analisi congiunturale della situazione di crisi nella nostra regione, elaborata dall'Istituto di Ricerche Economiche e Sociali, che segue l’evoluzione delle forme d’integrazione salariale e gli indicatori del sistema imprenditoriale.
Economia

La Valle d’Aosta sta finalmente uscendo dalla crisi? La risposta, secondo la CGIL, è negativa. “Gli ultimi dati rilevati evidenziano una condizione che non si distanzia da quella fatta registrare nei mesi scorsi: il momento negativo continua a persistere soprattutto nel settore manifatturiero, industriale e delle costruzioni”.

Il segretario regionale del sindacato, Domenico Falcomatà ha riassunto così il contenuto della corposa ultima analisi congiunturale della situazione di crisi in Valle, elaborata dall’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali, che segue l’evoluzione delle forme d’integrazione salariale e gli indicatori del sistema imprenditoriale.

Dallo studio è possibile osservare come il mese di aprile abbia fatto registrare una contrazione del monte ore autorizzato di cassa integrazione, che passa dalle 213.351 ore di marzo alle 149.575 del mese in questione.

“Analizzando l’andamento del fenomeno su base annua – ha spiegato Falcomatà – il dato assume un andamento ciclico con picchi proprio durante gli ultimi mesi dell’anno e i primi di quello successivo: le curve mostrano come dopo la ripresa iniziata a ottobre 2010 e continuata fino allo scorso mese, il monte ore si stia nuovamente riducendo”.

La variazione tendenziale del monte ore di cassa integrazione fa comunque segnare, nel quadrimestre compreso tra gennaio e aprile 2011, una riduzione del 14% rispetto allo scorso anno.

“Sono dati che non segnalano una ripresa vera – ha continuato Marco Lo Verso, segretario di CGIL funzione pubblica – così come avviene anche per il mercato del lavoro, in cui il tasso di occupazione, a fronte di una contrazione seppur limitata della forza lavoro maschile (74,3% nel 2010), osserva un incremento di quella femminile che raggiunge un valore pari al 60,3%, e di quello generale: sono cifre condizionate dall’aumento del lavoro interinale e dalla regolarizzazione delle badanti”.

Per la CGIL, la soluzione “non può passare soltanto dallo stanziamento aiuti pubblici, ma dev’essere soprattutto supportata da una politica industriale che sappia valorizzare il territorio e dalla volontà delle aziende d’iniziare a pensare concretamente a processi d’innovazione”.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte