Ridotta al 10% l’Iva sul gas, applicabile fino ad un massimo di 480 metri cubi annui

Adoc Vda "primi passi verso il riconoscimento dell'Iva agevolata per il gas ma bisogna arrivare con l'Iva al 10% per tutti senza limiti di consumo". Piccirilli "Molti contatori del gas sono obsoleti con livelli di imprecisione a sfavore dei consumatori".
Un momento della conferenza stampa. Al centro Andrea Piccirilli
Economia
La decisione del Dipartimento delle Entrate è un primo passo verso la vittoria di una battaglia che l’Adoc conduce dal 2002  e che fino ad oggi ha registrato un’ingiusta e ingiustificata disparità di trattamento tra chi possiede una caldaia autonoma e chi il riscaldamento centralizzato”. E’ questo il commento di Andrea Piccirili, presidente Adoc VdA, contenuto in una nota, a seguito della riduzione dell’Iva sul gas al 10%, applicabile fino ad un massimo di 480 metri cubi annui, per qualsiasi tipo di consumo incluso il riscaldamento, approvata dal Dipartimento delle Entrate.
Per l’Adoc – commenta ancora Piccirilli – è un importante passo in avanti verso l’obiettivo della riduzione dell’Iva al 10%, senza limiti, auspicato sin dal 2002, quando organizzò una raccolta firme per la proposta di legge e ottenne due sentenze favorevoli alle tesi sostenute. Sebbene il tetto fissato sia ancora troppo basso, è sicuramente un riconoscimento importante delle denunce fatte dall’Adoc ed un significativo sollievo, anche se parziale, per le spese delle famiglie”.

L’associazione dei consumatori informa, inoltre, che saranno portate avanti iniziative in tal senso “fino all’ottenimento della riduzione dell’Iva al 10% senza limiti per i consumi di chi ha la caldaia autonoma o il riscaldamento centralizzato”. E nel frattempo denuncia che “Molti contatori del gas sono obsoleti e i livelli di imprecisione nella misurazione del gas consumato sono quasi sempre a svantaggio dei consumatori. E' necessario che l'autorità vigili, effettui controlli a campione e possa mettere sanzioni alle società responsabili se queste imprecisioni comportano danni rilevanti ai consumatori italiani”.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte