Saldo negativo nel commercio valdostano: 108 esercizi in meno nel 2008

Nel 2008 le imprese registrate erano 2519. Erano 2609 nel 2007. Saldo negativo di 108 esercizi commerciali. La Gros Cidac, viaggia con il vento in poppa: +4,4% nei primi due mesi del 2009. Settore orafo: interscambio con l’estero - 29% nel 2008.
Immagine di archivio
Economia
I primi mesi del 2009 confermano il calo dei consumi iniziato nel 2007 e affermatosi nel 2008. A dirlo il quotidiano economico “Il Sole 24 ore” che analizza i dati dell’Osservatorio nazionale del Commercio. Le imprese commerciali valdostane registrate nel 2006 e nel 2007 si attestavano a 2609. Nel 2008 sono scese a 2519. Un saldo negativo di 108 esercizi commerciali. Un vero salto dal 2007 che rispetto all’anno precedente aveva fatto registare -11 imprese. Le imprese iscritte risultavano 152 nel 2008, 141 nel 2007 e 144 nel 2006. Quelle cessate 206 nel 2008, 152 nel 2007 e 188 nel 2006. Il giro d’affari in milioni di euro è stato di 746 mln nel 2006, 716 nel 2007 e 377 nel primo semetre 2008.
Sempre dalle pagine del “Sole 24 ore” chi sembra non patire la crisi sembra essere la Gros-Cidac, lo storico ipermercato di Aosta, che quest’anno, in cui festeggia 60 anni di attività, mette in campo un’importante campagna promozionale e registra un +3% nei ricavi rispetto al 2007 (da 82 a 84 milioni di euro) e del 4,4% nei primi due mesi del 2009. “Merito della neve che ha portato turisti” commenta Alberto Celesia, l’amministratore delegato. “La clientela appartiene ad un target con reddito medio-alto – aggiunge Celesia – e perciò più attenta alla variabile qualità del servizio piuttosto che a quella del prezzo”.

Sempre in campo commerciale, ma con un’attenzione al settore orafo, l'interscambio di gioielli e articoli di oreficeria con l'estero registra in Valle d’Aosta, rispetto alle altre regioni italiane, il calo maggiore rispetto al 2007: -29%. Il dato nazionale registra una diminuzione complessiva del 7,2 per cento rispetto al 2007. A far compagnia alla Valle d’Aosta è anche la Basilicata (-21%) e il Veneto (-17%). Molise, Sardegna e Umbria, invece, sono quelle più virtuose.

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