Torna il sereno sulla Cogne: “Sarà l’anno della normalità”

Continuano a crescere i livelli occupazionali e la produzione. L’obiettivo per quest’anno è di portare a 608milioni di euro il fatturato e a 175mila tonnellate le spedizioni verso i clienti.
Roberto Marzorati - CAS
Economia

“Il 2011 sarà l’anno del ritorno alla normalità e nel 2012 speriamo di riniziare a crescere”. Queste le parole con cui Roberto Marzorati, vice presidente della Cogne acciai speciali, ha presentato i dati del bilancio dello scorso anno e le previsioni per l’immediato futuro.

Segnali di crescita
Tornano a crescere i livelli occupazionali: dal primo gennaio sono state assunte 75 persone, la metà delle quali sotto i 30 anni di età, portando l’organico a 1080 dipendenti. E tornano a crescere i volumi della produzione. Se nel 2010 il fatturato è stato di 487milioni di euro (già in crescita del 61,2% rispetto all’anno precedente), l’obiettivo per il 2011 è di arrivare a quota 608milioni di euro. Di pari passo vanno le previsioni sulla produzione. Se nel 2010 sono state spedite ai clienti 156mila tonnellate, quest’anno i vertici aziendali vogliono raggiungere la quota di 175mila tonnellate, pari alla media di produzione del 2006/2007.

I rapporti con i sindacati
Il 22 giugno scorso, dopo una lunga trattativa, è stato sottoscritto il nuovo contratto integrativo che prevede premi di risultato, maggiore flessibilità e la trasformazione a tempo indeterminato di una quota dei contratti a termine e interinali. “La discussione è stata lunga e complessa – ha dichiarato Marzorati – fino a quest’anno non c’erano elementi per immaginare il futuro. Oggi questi elementi li abbiamo e abbiamo potuto concludere il contratto”.

L’acciaieria e la qualità dell’ambiente
La Cas ha presentato oggi anche i risultati del “Primo rapporto annuale sui livelli e sulla qualità delle emissioni” dopo aver illustrato, in mattinata, il documento alla commissione “Assetto del territorio” del Consiglio Valle. “I monitoraggi li facciamo da sempre – dice Marzorati – ma forse non li abbiamo comunicati abbastanza”. Secondo l’azienda siderurgica, viene emesso in atmosfera solo il 3% del flusso di massa autorizzato. Di questa percentuale solo una quota infinitesimale è costituita da diossina.

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