I sindacati chiamano, la Svap risponde: il 5 di febbraio sarà manifestazione. Lo hanno deciso ieri sera gli autisti Svap riunitisi nella sede della Cgil per un incontro con i propri rappresentanti sindacali per parlare dell’annuncio dell’azienda di licenziare 15 dipendenti: “Abbiamo preso atto – spiega Antonio Fuggetta della Cgil – di un taglio lineare che non abbiamo condiviso. Svap è l’unica azienda che ad oggi ha dichiarato degli esuberi e deve darci delle risposte, perché questi sono stati tagli lineari non condivisi né con i lavoratori né con gli utenti, quindi si ridiscutono gli esuberi”.
E gli esuberi che si discuteranno senza dubbio venerdì 24 gennaio quando, alle 14,30, le sigle sindacali incontreranno l’assessore ai Trasporti Aurelio Marguerettaz per chiedere chiarezza e lunedì 27 quando il confronto sarà invece con Confindustria, mettendo a punto la strategia per il 5 febbraio: “Quello dei trasporti è un problema dirompente e drammatico – spiega Fuggetta – e il 5 febbraio le parti sociali hanno indetto otto ore di sciopero nazionale perché il contratto nazionale, nelle parti normative, non si rinnova da sei anni. Qui in Valle ci aggiungeremo la questione dei tagli e degli esuberi, perché non ci stiamo a discutere sui licenziamenti. Bisogna trovare una soluzione per evitarli”.
E sulla scelta tra il presidio e la manifestazione l’assemblea ha le idee molto chiare: sfilare per Aosta, se possibile con i mezzi, cercando soprattutto di fare ‘blocco’, coinvolgendo anche gli utenti del servizio come gli studenti e i pensionati.
“Solo nel 2013 l’azienda Svap ci chiedeva sacrifici – ricorda Natale Dodaro della Uil – e ci chiedeva di rinunciare alle ferie perché il nuovo appalto pretendeva più disponibilità da parte degli autisti. Quando la Regione decide con le parti sociali il ‘Bacino di traffico’ vuol dire che vuole investire su lavoro e formazione, incentivare il trasporto pubblico e anche inquinare di meno. I tagli non sono un risparmio ma uno spostamento dei costi, da costo del lavoro a costo della disoccupazione. Oggi qui non c’è niente da tagliare”.
L’atmosfera poi si scalda, anche perché chi siano i famosi 15 dipendenti individuati per il licenziamento ma soprattutto come si sia arrivati a questo numero e attraverso quali criteri e strategie, non può che rendere inquieti gli animi dei lavoratori: “Andiamo a 40 all’ora e accumuliamo ritardi su ritardi – attacca seccamente un autista – perché qui si taglia sulla vita delle persone. Ci dicono che non ci sono soldi ma allora forse Marguerettaz poteva evitare di spendere 2 milioni e 900mila euro per il Capodanno a Courmayeur con Carlo Conti!”.
L’ordine lo riporta ancora Fuggetta: “Dobbiamo prendercela con chi l’anno prima ha fatto un piano decennale e l’anno dopo l’ha cancellato ed ora ne pagano le conseguenze i lavoratori e gli utenti. Per il 5 febbraio siamo d’accordo a coinvolgere tutti i soggetti colpiti dai tagli della legge finanziaria, dagli utenti agli studenti ai pensionati. Sarebbe bello se le stesse aziende scendessero in piazza con noi, mentre gli universitari stanno già facendo un loro percorso. Un piano di bacino è un patto stipulato che non si può cambiare. Bisogna dare risposte a chi lavora, anche a chi è a tempo determinato e ha speso anche soldi per ottenere la patente per il pullman. Anche loro devono essere assieme a tutti noi in prima linea”.

