Il tavolo della trattativa è tutto da aprire, la situazione tuta da capire. Anche perché, le redini del mercato globale stanno in altre mani. E ora – dopo il mondo vitivinicolo – i dazi USA preoccupano anche l’industria.
Il “sasso nello stagno” lo getta l’Ansa Valle d’Aosta, che ieri batteva la notizia: la Cogne acciai speciali non rinnoverà una decina di contratti a termine in scadenza. Il tutto, a causa del peso specifico dei dazi del 25 per cento sull’acciaio imposti dagli Stati Uniti dallo scorso 12 marzo. Anche perché, il mercato statunitense pesa non poco: tra l’8 ed il dieci per cento per la Cas e parecchio anche per l’export complessivo valdostano.
Domani mattina, in programma, c’è un incontro tra i vertici dello stabilimento ed i sindacati metalmeccanici. Che aspettano risposte. “Dobbiamo avere i dati ufficiali di quanti dipendenti a tempo determinato in scadenza ci sono, e quanti la Cogne intenda non rinnovare – spiega Fabrizio Graziola, segretario Fiom Cgil Valle d’Aosta –. Qualche chiarimento lo devono dare, anche per capire se il non rinnovo è una questione solamente di questo mese o anche dei prossimi e dobbiamo, quindi, aspettarcene altri in futuro”.
Difficile da capire: “Per il momento, non sono state riconfermate dieci persone nel mese di aprile – dice invece Hans Pistolesi, segretario Fim Cisl Valle d’Aosta –. Dobbiamo capire come fare per il mese di maggio, anche perché i metalmeccanici sono senza contratto da giugno. Ci sono serie problematiche nell’automotive. E adesso, con i dazi la situazione è peggiorata e anche siderurgia ne risente. Ci sono diversi clienti, da quanto ci è stato detto dal direttore di stabilimento e dalla direttrice del personale, che stanno tirando i remi in barca”.
“Cercheremo di tutelare il più possibile questi ragazzi – aggiunge Pistolesi –. Non è più problema locale ma globale. E noi cerchiamo ogni giorno di capire cosa succede. Domani cercheremo di fare il punto e chiederemo ci sia almeno una tutela nei confronti dei dipendenti a tempo determinato non rinnovati. Ovvero: se ripartirà il lavoro dovranno essere i primi ad essere riassunti. La preoccupazione c’è perché da inizio anno lo stabilimento viaggia con il ‘freno a mano’ tirato”.
L’attenzione resta alta, in attesa dell’incontro di domattina che farà il paio – nel pomeriggio – con un’altra riunione in programma, quella con l’assessore al Lavoro Luigi Bertschy.
“Abbiamo chiesto un incontro con la Cogne anche capirne l’andamento – dice invece Gabriele Noto, segretario regionale della Uilm Uil –. Facciamo un monitoraggio ogni 15 giorni per capire la quantità di ordini, visto il mercato globalizzato. Ci è già stato annunciato che si vogliono tenere a casa una decina di tempi determinati per due mesi. Sono dipendenti una tutela l’avranno da subito, quella della Naspi (la Nuova assicurazione sociale per l’impiego, ndr.)”.
E aggiunge: “Puntiamo sul fatto che chi viene messo temporaneamente a casa venga inserito subito in una lista per essere i primi a venire riassunti. Anche perché l’azienda non ha dato valutazioni negative su questi dipendenti. Il problema è proprio la mancanza di lavoro, e la preoccupazione è forte”.
4 risposte
L’Europa è una bella addormentata mentre l’Italia è in sonno profondo da decenni. La nostra richezza non è scontata. A forza di non fare nulla o di fare poco e sbagliato lentamente si diventa poveri. Ci vorrà un pò, ma con la condotta attuale, il problema si risolverà da solo. In Valle d’Aosta ci saranno tanti pensionati più o meno poveri e pochi disoccupati perché di giovani ce ne sono sempre meno, quindi la Cogne faticherà a trovare nuovi lavoratori.
Sempre a parlare delle Cogne…. ma tipo Core informatica che non ha ancora erogato tredicesima e stipendi non fà notizia? chiedo per un amico
Non siamo onniscienti e non sappiamo tutto. Grazie per avermi dato una notizia, cercherò di verificarla. Lo dica anche al suo amico.
Saluti,
LV
L’UE con le sue scelte scriteriate ha affossato l’automotive europeo, ben prima dei dazi americani.