Proclamato lo stato di agitazione per i lavoratori dei servizi socio-assistenziali della Società di servizi

A proclamarlo Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Savt che preannunciano l’intenzione di indire uno sciopero. Diverse le motivazioni che hanno portato all’apertura dello stato di agitazione, rivendicazioni su cui "non vi è stato alcun riscontro formalmente accettabile", dicono i sindacati.
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Lavoro

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Savt hanno proclamato lo stato di agitazione del personale che, per la Società di Servizi, lavorano ai servizi socio sanitari assistenziali (quindi assistenti sociali, educatrici ed educatori professionali, Oss) e del sostegno ai disabili nelle scuole (operatrici e operatori di sostegno).

Non solo, dal momento che i sindacati – in una nota – preannunciano già l’intenzione di indire uno sciopero, chiedendo la formale attivazione della procedura di raffreddamento repventiva e la conciliazione delle controversie.

Diverse – spiegano ancora le parti sociali – le motivazioni che hanno portato all’apertura dello stato di agitazione. Nelle assemblee del personale del 9 e 12 marzo “il dibattito ha prevalentemente discusso sulle disapplicazioni contrattuali”, ovvero “la totale assenza di un meccanismo di riconoscimento della carriera e dell’anzianità per tutti”, ma anche “dell’obbligo di usufruire delle ferie esclusivamente nei periodi di chiusura degli istituti scolastici ed il mancato riconoscimento del tempo lavoro e del rimborso chilometrico tra un istituto e l’altro” per quanto riguarda operatrici e operatori di sostegno. A questo si aggiunge “lo scorretto inquadramento delle assistenti sociali”.

Secondo i sindacati, “su tali rivendicazioni non vi è stato alcun riscontro formalmente accettabile. L’istanza delle ferie è stata collettivamente rivendicata in assemblea ed espressamente richiesta come tematica integrativa”.

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