"Per noi questo è quanto di più lontano esiste dalle parole “cambiamento nei contenuti e nei metodi dell’azione di governo”. È quello che, in buona parte almeno, fa allontanare sempre di più gli elettori dalle urne e in generale le persone dalla politica perché vista come una mera “spartizione della torta”, una mangiatoia, appunto". Critiche dall’Altra Valle d’Aosta sulla scelta del Pd di abbandonare la minoranza per entrare in Giunta.
"Quando hanno siglato l’accordo per una nuova maggioranza regionale, il Pd, l’Uv e la Stella Alpina dissero che da quel giorno (era il 9 giugno 2015) le commissioni politiche si sarebbero riunite per “trovare una quadra”/trovare un accordo sul programma prendendo spunto dai suggerimenti che sarebbero arrivati dal Pd" ricorda in una nota il movimento. "Da quel giorno, invece, abbiamo assistito a una tristissima bagarre sulle poltrone: Chi deve mollarla? Dove mettiamo Donzel? La Stella Alpina chiedeva all’UV di fare un passo indietro, l’UV rimandava al mittente l’invito e il Pd, che da tempo ormai aveva fatto del “cambiamento nei metodi e nei contenuti dell’azione di governo” un cavallo di battaglia muto, cercava di accaparrarsi la tanto agognata poltrona" continua la nota.
Infine il movimento annuncia di voler continuare "il suo percorso di costruzione di una forza di sinistra capace di proporre un’alternativa di governo sia nei metodi sia nei contenuti. Stiamo lavorando e crescendo con l’aiuto di tutte/i, anche con chi deluso dalla svolta del Pd, pensa che ci sia ancora spazio per una sinistra che lotti per il lavoro, l’ambiente, il welfare, i diritti; per l’autonomia come metodo di democrazia diretta e non come mantello per nascondere piccoli e grandi privilegi per i soliti noti".
