Assessore Cerise: ‘Pericolo termovalorizzatore? Dannosi e immotivati allarmismi’

Termovalorizzatore SI, Termovalorizzatore NO. Il tema è sulla bocca di tutti. Politica e cittadini. Una petizione firmata da oltre 630 persone boccia l'ipotesi, che però non è l'unica allo studio come precisa l'assessore regionale all'Ambiente Cerise.
Politica
L’ipotesi “termovalorizzatore in Valle d’Aosta” è in queste settimane al centro di diverse prese di posizione di movimenti politici e associazioni. Si tratta di posizioni emerse in parte a seguito dell’emergenza rifiuti campana e altre in continuità ad argomentazioni da tempo in atto. Il tema ed è stato anche oggetto di una petizione firmata da 652 persone che dicono no “alla possibile realizzazione di un termovalorizzatore” nella zone di Brissogne.
A lavoro sul tema c’è anche la commissione Assetto del Territorio del Consiglio Valle che ha all’esame diversi studi comparativi tra gli scenari possibili, commissionati dalla Giunta regionale. Nei giorni scorsi Fedele Borre, presidente della Commissione, aveva evidenziato che la Giunta ha incaricato "i migliori specialisti universitari di settore di svolgere gli approfondimenti tecnico-scientifici relativi alle varie soluzioni proposte, come richiesto dal Consiglio regionale", annunciando anche  incontri con il pubblico per informare correttamente la popolazione che, “a causa di notizie fuorvianti, può essere posta in allarme”.

A prendere parola è, infine, l’Assessore al Territorio, Ambiente e Opere pubbliche, Alberto Cerise, che nel definire fazioso "rimarcare solo ed esclusivamente gli aspetti negativi della presenza eventuale di un termovalorizzatore e mai riportare quelli negativi, riferiti ad altre soluzioni tecniche, ben esplicitati anche negli approfondimenti elaborati da qualificati esperti del settore” precisa inoltre che “è assolutamente inesatto e riduttivo dire che la Giunta regionale sta affrontando solo da alcuni mesi la questione del corretto smaltimento dei rifiuti in Valle d’Aosta.”

Infatti – sottolinea Cerise – sin dalla data di approvazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti, avvenuto nell’aprile del 2003, a seguito di intervenute nuove disposizioni comunitarie, l’attuale Giunta regionale ha ritenuto di avviare i necessari studi per individuare la migliore modalità di organizzazione del sistema di smaltimento dei rifiuti. Sulla base di un documento di primo confronto, elaborato nel 2004 e sottoposto all’esame della competente Commissione consiliare – documento riguardante ben sei diversi scenari di smaltimento –, l’Assessorato è stato incaricato di approfondire le valutazioni tecniche, tecnologiche, igienico-sanitarie, ambientali ed economico-finanziarie relative a due di tali ipotesi.”

Lo studio presentato alla III Commissione consiliare, – prosegue l’Assessore – integrato nello scorso mese di dicembre con ulteriori approfondimenti su aspetti igienico-sanitari e ambientali, riporta in modo completo, per tutti gli scenari di gestione assunti a riferimento (e non solo, quindi, la soluzione che prevede la presenza di un impianto di termovalorizzazione in Valle d’Aosta) il confronto di tutti gli aspetti rilevanti ai fini dell’assunzione della scelta che il Consiglio regionale (e non la Giunta) deve fare. Tali confronti sono riferiti a tutti gli scenari di gestione assunti a riferimento.”

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