Calano gli utili dell’Azienda Pubblici Servizi, la società in house del Comune di Aosta che gestisce i parcheggi a pagamento, le farmacie comunali, la pubblicità, l’amministrazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, i servizi cimiteriali e il tempio crematorio nel capoluogo regionale.
Nel 2009, la cifra ammontava a 302 mila euro mentre nel 2010 è scesa a 239 mila euro: un calo di circa il 20%. “Questa differenza è dovuta a diversi fattori – ha spiegato questo pomeriggio il direttore generale Vittorio Canale, durante l’audizione in Commissione – su tutti il fatto che la farmacia di Sarre ora non rientra più nel circuito di quelle gestite dall’Aps, anche se il personale che lavorava lì è rimasto in azienda”.
Rispetto al totale, il 50% proviene appunto dalle farmacie, mentre il restante deriva dalle zone blu, cioè i parcheggi a pagamento. Le altre attività arrivano invece a pareggiare i conti, senza però produrre utili.
“Sulle farmacie c’è un po’ di preoccupazione – ha confessato Canale – perché a seguito dell’approvazione di una serie di normative a livello nazionale, che hanno come comune denominatore il contenimento della spesa pubblica, gli incassi derivanti dalle ricette sono soggetti a un aumento del 1,68% rispetto alle trattenute regionali: ciò si traduce in una riduzione di circa 60-70 mila euro sul nostro reddito annuo”.
Anche se poi, in realtà, il presidente Guido Grimod ha ricordato che “l’obiettivo dell’Aps non è produrre un utile finanziario, ma sociale, cioè rendere il miglior servizio possibile ai cittadini. In ogni caso, tutto ciò che non viene speso va comunque a finire nelle casse comunali”.
L’ex sindaco di Aosta ha inoltre sottolineato l’importanza del risultato del recente referendum con il quale è stato abrogato l’art.23 bis. Il primo dei due quesiti sull’acqua riguardava, infatti, l’insieme dei servizi di pubblica utilità. “E’ venuta meno la necessità di trasformare la società in house in società mista – ha concluso Grimod – quindi è un po’ come se si tornasse al punto di partenza: per il Comune significa recuperare l’autonomia che rischiava di perdere nell’affidamento dei servizi, mentre noi avremo la possibilità di gestire al meglio il personale”.

