Bando qualità dell’abitare, per i lavori Arer si appoggia a Cassa depositi e prestiti

A prevederlo un disegno di legge presentato dalla Giunta regionale lo scorso 29 aprile. Per reperire ulteriori fondi - ma anche assumere personale - per la mole di interventi del Pinqua, sia a quartiere Cogne sia su 319 alloggi in Valle, è previsto un mutuo ventennale con Cassa depositi e prestiti e contributi straordinari della Regione.
Quartiere Cogne
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Per il Pinqua – il Bando qualità dell’abitare che prevede la riqualificazione integrale del quartiere Cogne, recentemente inglobato nel Pnrr –, ma non solo, l’Arer avrà il sostegno finanziario di Cassa depositi e prestiti.

A prevederlo è un disegno di legge presentato dalla Giunta regionale lo scorso 29 aprile e pubblicato ieri, 3 maggio. Il provvedimento, dato che “dovranno a breve essere attivate da parte dell’Arer le attività per addivenire all’affidamento e all’esecuzione degli interventi previsti” ma anche “al fine di reperire adeguate fonti di finanziamento ulteriori” rispetto al Pinqua, prevede che l’Azienda regionale di edilizia residenziale avvii “le necessarie istruttorie con un istituto finanziatore, individuato in Cassa depositi e prestiti”, con la Regione che “intende assicurare sostegno all’azione dell’Arer, tanto dal punto di vista delle risorse finanziarie, quanto da quello delle risorse umane”.

Gli interventi

Anche perché la mole dei lavori è notevole ed il tempo poco. Gli interventi oggetto di finanziamento all’Arer, infatti, prevedono: la riqualificazione del quartiere Cogne di Aosta per circa 44 milioni di euro, 17,4 milioni dei quali tramite cessione del credito sul 110% a Cassa depositi e prestiti, circa 7,6 milioni di mutuo sempre con Cdp e circa 15 milioni dai fondi statali del Pinqua oltre a fondi messi a disposizione dagli enti coinvolti.

Interventi che consistono nell’abbattimento dei due grattacieli (i cui costi sono recentemente lievitati) e nella realizzazione, nello stesso sedime delle strutture, di un parco; nella creazione di un asse viario pedonale principale sulle vie Colonnello Alessi, Chatrian e Cavagnet; nella riqualificazione della piazza Soldats de la neige, nel rifacimento dell’area mercatale, nella riqualificazione sia delle aree a verde esistenti sia di quelle cortilizie dei fabbricati e la “rifunzionalizzazionedel parcheggio interrato di via Liconi.

A questo si aggiunge la riqualificazione energetica degli otto fabbricati di via Liconi e di quello di via Capitano Chamonin 33A/B/C, dei quattro fabbricati Giacchetti e i due Filippini Stura, oltre che nella completa ristrutturazione dei quattro fabbricati Gazzera e Fresia Basse (il cosiddetto V lotto).

Il tutto solo restando nel perimetro di Aosta, perché la portata del disegno di legge comprende anche “la riqualificazione del patrimonio immobiliare di proprietà dell’Arer su tutto il territorio regionale mediante interventi per circa 20 milioni di euro, finanziati attraverso la cessione del credito del 110% a una banca e altri fondi”. Nel dettaglio: la riqualificazione energetica di sei fabbricati ad Aosta, due ad Aymavilles, uno a Châtillon, due a Issogne, due a Morgex, tre a Pont-Saint-Martin, sei a Verrès e uno a Pontboset. Per un totale di 319 alloggi in 22 fabbricati.

I contributi straordinari della Regione

Il disegno di legge definisce i contributi straordinari che la Regione eroga ad Arer. Tra gli altri, è previsto il finanziamento delle rate di un contratto di mutuo chirografario con durata ventennale a partire dal 1° gennaio 2023, per un massimo di 490mila euro annui; la copertura degli oneri della fideiussione bancaria tra Arer e l’Istituto finanziatore per un massimo di 21mila euro annui a decorrere dal 2022 fino al 2042, cui si aggiunge il finanziamento degli interessi del pre-ammortamento del mutuo per un massimo di 50mila euro per il 2023.

Il personale da assumere

Per dare corpo al progetto, il provvedimento prevede anche l’assunzione, da parte di Arer, “di due unità di personale non dirigenziale a tempo determinato, per un periodo massimo di trentasei mesi”.

Il costo complessivo della legge

L’onere complessivo dell’applicazione della legge – si legge nell’articolo 4, le “Disposizioni finanziarie” – si attesta sui 724mila euro per l’anno 2022, mentre saranno 954mila per il 2023, 797mila per il 2024, 706mila per il 2025 e 609mila per l’anno 2026. Dal 2027 al 2041 saranno invece 511mila e 21mila, infine, per il 2042.

Ora il disegno di legge – in vigore dalla pubblicazione nel Bollettino regionale – dovrà ora essere analizzato nella Commissione consiliare competente prima di essere approvata in Consiglio Valle.

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