Borluzzi: ‘In Valle lo Statuto del 1948 calpesta gli articoli 2 e 3 della costituzione italiana”

Lettera aperta del Coordinatore regionale di Azione Sociale con Alessandra Mussolini al presidente della commissione regionale Istituzioni e Autonomia, Alberto Zucchi: 'Nella riscrittura dello Statuto speciale si rispettino i diritti costituzionali'.
Giancarlo Borluzzi
Politica
In una lettera aperta indirizzata al consigliere regionale Alberto Zucchi, presidente della commissione Istituzioni e Autonomia  della Valle d’Aosta, oltre che agli onorevoli Bruno Donato e Carlo Vizzini, rispettivamente Presidenti della Commissione Affari costituzionali della Camera e al Senato, e agli organi di stampa, Giancarlo Borluzzi Coordinatore regionale di Azione Sociale con Alessandra Mussolini non lesina commenti negativi sul riavvio dei lavori per giungere alla riscrittura dello Statuto speciale della Valle d’Aosta.

In previsione della convocazione della commissione Istituzioni e Autonomia di giovedì prossimo 17 luglio, con all'ordine del giorno l'audizione del direttore della Direzione Affari legislativi, Studi e Documentazione della Presidenza del Consiglio regionale, Fabrizio Gentile, in merito all'attività svolta dalla Convenzione per l'autonomia e lo Statuto speciale della Regione, Borluzzi giudica, tra l’altro “del tutto  incongruo il torcicollo” dell'intervento di Gentile “Lo Statuto valdostano va ancorato ai valori della Costituzione, da cui si è allontanato sempre di più dalla sua promulgazione perché le caratteristiche della Valle non sono più quelle di allora”.
Ecco perché il coordinatore di Azione sociale allega alla lettera la proposta di legge costituzionale n. 1378 depositata alla Camera il 24 giugno 2008 a firma dell’on. Alessandra Mussolini che definisce “proposta saggia , moderna , liberale e rispettosa dei diritti costituzionalmente garantiti a ogni cittadino per quanto concerne gli aspetti linguistico e scolastico dello Statuto regionale: questa proposta va accettata nelle premesse e discussa nelle sue conseguenze, ben altra cosa rispetto ai tentativi abortiti di nuovo Statuto su cui il Gentile vi intratterrà” .  

Lo Statuto della Valle d'Aosta è una cosa seria perché riguarda cittadini ai quali vanno assicurati i diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione all'articolo 2 e all'articolo 3" continua Borluzzi nell’invitare Alberto Zucchi ad  assicurare i diritti costituzionali. "In Valle d'Aosta – aggiunge Borluzzi – l'attuale Statuto datato 1948 calpesta gli articoli preindicati e vi sono stati maldestri tentativi per ridisegnarlo mantenendolo però uguale nel suo illiberale integralismo" e aggiunge “é il Parlamento che deve assicurare il rispetto della Costituzione in una regione ove predominano l'ipocrisia, il servilismo politico, i media scendiletto e il pasciuto bearsi con trasferimenti statali pari a quasi una volta e mezza le tasse che il Governo qui non riscuote, aspetti che fanno trascurare un integralismo culturale che va comunque accantonato perché è un'aberrazione e perché vi sono persone intelligenti che lo pretendono in virtù di una Costituzione che va applicata in ogni parte d'Italia".

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