In previsione della convocazione della commissione Istituzioni e Autonomia di giovedì prossimo 17 luglio, con all'ordine del giorno l'audizione del direttore della Direzione Affari legislativi, Studi e Documentazione della Presidenza del Consiglio regionale, Fabrizio Gentile, in merito all'attività svolta dalla Convenzione per l'autonomia e lo Statuto speciale della Regione, Borluzzi giudica, tra l’altro “del tutto incongruo il torcicollo” dell'intervento di Gentile “Lo Statuto valdostano va ancorato ai valori della Costituzione, da cui si è allontanato sempre di più dalla sua promulgazione perché le caratteristiche della Valle non sono più quelle di allora”.
Ecco perché il coordinatore di Azione sociale allega alla lettera la proposta di legge costituzionale n. 1378 depositata alla Camera il 24 giugno 2008 a firma dell’on. Alessandra Mussolini che definisce “proposta saggia , moderna , liberale e rispettosa dei diritti costituzionalmente garantiti a ogni cittadino per quanto concerne gli aspetti linguistico e scolastico dello Statuto regionale: questa proposta va accettata nelle premesse e discussa nelle sue conseguenze, ben altra cosa rispetto ai tentativi abortiti di nuovo Statuto su cui il Gentile vi intratterrà” .
“Lo Statuto della Valle d'Aosta è una cosa seria perché riguarda cittadini ai quali vanno assicurati i diritti inviolabili garantiti dalla Costituzione all'articolo 2 e all'articolo 3" continua Borluzzi nell’invitare Alberto Zucchi ad assicurare i diritti costituzionali. "In Valle d'Aosta – aggiunge Borluzzi – l'attuale Statuto datato 1948 calpesta gli articoli preindicati e vi sono stati maldestri tentativi per ridisegnarlo mantenendolo però uguale nel suo illiberale integralismo" e aggiunge “é il Parlamento che deve assicurare il rispetto della Costituzione in una regione ove predominano l'ipocrisia, il servilismo politico, i media scendiletto e il pasciuto bearsi con trasferimenti statali pari a quasi una volta e mezza le tasse che il Governo qui non riscuote, aspetti che fanno trascurare un integralismo culturale che va comunque accantonato perché è un'aberrazione e perché vi sono persone intelligenti che lo pretendono in virtù di una Costituzione che va applicata in ogni parte d'Italia".
