Buoni di benzina addio: il consiglio regionale vota l’abrogazione della norma regionale

In concreto gli automobilisti valdostani "rinunciano" ad uno sconto di circa 650 € per le auto a benzina e di 250€ per quelle a gasolio. Hanno votato a favore Uv, Stella Alpina, Federation e PD. Contrari Vda Vive e Renouveau, si astiene il Pdl.
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Dal 1° gennaio la benzina in Valle d'Aosta costerà quanto nelle altre regioni italiane. L'esenzione delle accise ovvero delle tasse sui carburanti, introdotta già nel 1949, è stata ufficialmente abolita dall'ultimo consiglio regionale del 2009. Il provvedimento che abroga la norma regionale sull'esenzione fiscale ha incassato il favore della maggioranza (Uv, Stella Alpina e Fédération) e dei consiglieri del PD. Contrari i cinque esponenti di Vallée d'Aoste Vive e Renouveau, mentre il Pdl si è astenuto.

In concreto gli automobilisti valdostani "rinunciano" ad uno sconto che si aggira intorno ai 650 € per le auto a benzina e di 250€ per quelle a gasolio. Magra consolazione: le tasse in più che pagheranno i valdostani comprando la benzina a prezzo pieno, in virtù del riparto fiscale dei 9/10, entreranno comunque nelle casse regionali. A parziale indennizzo, ma la Regione nega che vi sia correlazione tra le due misure, a gennaio le famiglie valdostane dovrebbero ricevere un bonus sul riscaldamento domestico di 300 euro circa.

Il dibattito in consiglio regionale che ha messo la parola fine ai buoni benzina si è concentrato sull'idea, ancora non tramontata del tutto, di costituire in Valle una zona franca. Ha espresso rammarico e impossibilità Roberto Louvin di Vda Vive secondo cui "la cessazione della concessione di carburanti in esenzione fiscale avrebbe dovuto seguire una procedura concordata con lo Stato per fare salva l'esistenza di un perdurante diritto all'attuazione della zona franca sancita dal nostro Statuto speciale. Riteniamo sul punto un grave danno per la Regione non avere perseguito tale obiettivo".

Più ottimista Luciano Caveri, consigliere dell'UV per cui "oggi siamo all'epilogo della vicenda sulla norma 'sostitutiva' del 1949, bisogna prenderla per la lezione che ci può dare, perché bisognerà chiarire la nostra posizione rispetto alla partecipazione al processo ascendente di costruzione degli atti comunitari, una posizione che è ancora flebile per le Regioni. E' vero che non bisogna mai piangere sul latte versato, ma quel rivolo che rimane deve essere oggetto di riflessione, per migliorare la nostra capacità di fare politica e di dialogare con lo Stato e con l'Unione europea."

Al termine del dibattito che ha visto anche la replica dell'Assessore alle Attività produttive Ennio Pastoret, il presidente Augusto Rollandin ha assunto l'impegno "a portare avanti tutte le iniziative per sfruttare le potenzialità residue del concetto di zona franca, al fine di intervenire seriamente nell'ambito della defiscalizzazione delle imprese al fine di dare un supporto serio alle attività produttive che intendono investire in un territorio difficile qual è quello di montagna".

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