Ciclabile di Aosta, gli espropri nel 2020. Intanto la Plaine dice “sì” a “Boudza-té”

Per "Aosta in bicicletta" potrebbe essere la volta buona. A luglio il Progetto preliminare sbarcherà in Commissione, a marzo 2020 cominceranno le procedure di esproprio. A spiegarlo in Consiglio l'Assessore Paron.
La ciclopedonale lungo Dora - immagine d'archivio
Politica

Aosta in bicicletta”, forse è la volta buona. Per l’annoso progetto di rete ciclopedonale del Capoluogo – che ha alle spalle un finanziamento europeo da 3 milioni di euro complessivi – è il caso di dire che “qualcosa si muove”.

A chiedere lumi, questa mattina in Consiglio comunale, è stata un’interpellanza a firma degli esponenti di Rete civica Giuliana Lamastra, Loris Sartore e Gianpaolo Fedi e presentata da quest’ultimo.

In risposta l’Assessore alla Mobilità Andrea Edoardo Paron fornisce qualche data: “Siamo in linea con il cronoprogramma – ha spiegato – che vede la consegna del Progetto preliminare a metà giugno 2019. Per gli espropri ed i passaggi c’è una conferma, ed il Progetto definitivo per la pubblica utilità è previsto per marzo 2020, quando comincerà la procedura di espropriazione. Assieme al Sindaco e all’Assessore ai Lavori pubblici intendiamo presentare in Commissione il Progetto preliminare su tutte le piste ciclabili della città ad inizio luglio”.

Nella direzione giusta, secondo Paron, anche la questione economica: “Credo che siamo nel giusto binario – spiega -, stiamo correndo e rispettando i programmi condivisi con il Comitato di pilotaggio. C’è un clima positivo anche con l’Assessorato regionale che comprende sia gli Affari europei sia i trasporti, permettendoci di dialogare con un unico interlocutore e ad avere un progetto integrato anche quelli che toccano i confini di Aosta”.

Risposta che vede Fedi scettico sui tempi illustrati: “Per le procedure di esproprio il mese di marzo 2020 è il peggiore perché di lì a poco ci saranno le Elezioni comunali e quindi la possibilità seria che il percorso si interrompa lì e che dovrà essere ripreso poi da qualcun altro”.

La Plaine dice “sì” al progetto “Boudza-té”

Partito da Charvensod il progetto “Boudza-té”, che spinge ad andare a lavorare in bicicletta in cambio di “buoni spesa” è sbarcato al Conseil de la Plaine – favorevole all’iniziativa – che coinvolge Aosta ed i comuni limitrofi.

Dopo Charvensod – con un numero di utilizzatori tra i 40 e i 50 – e la recente adesione di Gressan il progetto ora si apre ad una possibilità di sviluppo ulteriore.

A rendere nota la decisione dell’assemblea intercomunale è stato il Sindaco del Capoluogo Fulvio Centoz che questa mattina, in Consiglio comunale ha spiegato: “Abbiamo tutti condiviso la bontà del progetto e la necessità di sollecitare Regione perché si attivi in proposito, visto che aveva già approvato a sua volta una mozione facendosene portatrice. Il Sindaco Borbey ha fatto un resoconto del progetto a Charvensod, una situazione sperimentale più fattibile per un piccolo comune che fornisce un buono da utilizzare nelle attività commerciali del territorio che hanno aderito e avvalendosi del sostegno della Pro loco. Per Aosta è un più problematico e dobbiamo ragionare su come strutturarlo”.

In questo senso, continua il Primo cittadino, l’Amministrazione regionale dovrebbe avere il ruolo chiave”, la leva di sblocco.

“L’intendimento – chiude Centoz – è quello di trasmettere il verbale del ‘Conseil’ alla Regione per sollecitare una presa in carico come ‘ente regia’, anche a livello finanziario. In un Comune più piccolo ci si può appoggiare sui volontari delle Pro loco, ma a noi serve uno strumento più idoneo che potrebbe essere di supporto anche ai comuni limitrofi, mentre per quelli più lontani da Aosta come Nus, o anche Saint-Pierre e Sarre sarebbe utile avere strutture che consentano di arrivare in città in bicicletta con più sicurezza”.

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