Politica di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 8 Dicembre 2019 11:08

Consiglio Valle, Adu Vda: “I fatti dimostrano la nostra distanza dalla Lega”

Aosta - Adu Vda risponde alle critiche arrivate dagli ex "amici" di Rete Civica, rispedendo al mittente l'accusa di essere  "collaterali" alla Lega

Daria Pulz

“Crediamo che sia l’ora di finirla con i colpi bassi tra ex alleati. Noi e Rete civica abbiamo sviluppato visioni politiche diverse, ed è per questo che ci siamo divisi. ” Adu Vda risponde alle critiche arrivate dagli “ex compagni”, rispedendo al mittente l’accusa di essere  “collaterali” alla Lega

“ADU ha sempre sottolineato con le parole e con i fatti la propria netta contrapposizione alla Lega, alla sua cultura e alle sue iniziative politiche. Altrove vediamo invece molta ambiguità”. Il Movimento porta ad esempio il bando affitti “vecchia e nuova maggioranza, con la nostra unica opposizione, hanno portato avanti il bando, senza modificare le clausole discriminatorie in esso inserite dai leghisti. Questo dimostra che non basta la divisa con su scritto “maggioranza” per diventare davvero alternativi alla Lega, oggi all’opposizione. Non è importante CON CHI voti, ma CHE COSA voti”.

L’invito agli “Amici di Rete civica” è a farsi promotori  di una svolta: “convincete la vostra maggioranza a portare in Consiglio queste decisioni e troverete il nostro pieno e incondizionato appoggio. In caso contrario, continuerete a tenere in piedi un’alternativa che alternativa non è. Puntare il dito contro chi, più pessimista di voi, lo aveva previsto non servirà a cambiare le cose”.

Infine sulla riforma elettorale, Adu Vda ribadisce la propria contrarietà. “Non abbiamo la “gustenostalgia” dell’uomo solo al comando, soprattutto se svolge anche le funzioni di prefetto e se questa pulsione, come spiega l’Istat, sta contagiando l’intero paese. In Valle d’Aosta, la stabilità del potere di questi ultimi decenni ha creato rendite di posizione, clientele, corruzione, infiltrazioni mafiose, devastazioni ambientali e disuguaglianza sociale. Non servono maggioranze artificiali blindate, ma nuove culture politiche e ricambio, anche generazionale, della rappresentanza politica”.-

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