Coronavirus: in attesa della nuova stretta, oggi si torna in zona arancione

Giovedì 7 e venerdì 8 gennaio potrebbero essere giornate di zona gialla, con la riapertura, quindi, di bar e ristoranti, fino alle ore 18, mentre nel fine settimana l'intenzione del Governo sembra essere quella di riportare tutta Italia in zona rossa o arancione.
piazza Chanoux
Politica

Dopo quattro giorni di zona rossa, tutta Italia, Valle d’Aosta compresa, entra in zona arancione. Oltre alla riapertura dei negozi fino alle ore 21  – per molti dei quali oggi rappresenta la partenza ufficiale dei saldi –  il cambio di “colore” significa anche un allentamento delle misure, con la possibilità, concessa dall’ultima ordinanza regionale, di muoversi liberamente sul territorio regionale, rispettando però il coprifuoco delle ore 22. Bar e ristoranti potranno continuare a fare asporto fino alle ore 22 e consegne a domicilio.  Si potrà andare a fare sci di fondo in un comune diverso dal proprio, così come ciaspole e scialpinismo, per quest’ultima attività è richiesto l’accompagnamento di una guida alpina o maestro di sci. La zona arancione durerà soltanto per la giornata di oggi, domani, martedì 5 e mercoledì 6 gennaio si torna in zona rossa.

Giovedì 7 e venerdì 8 gennaio potrebbero essere giornate di zona gialla, con la riapertura, quindi, di bar e ristoranti, fino alle ore 18, mentre nel fine settimana l’intenzione del Governo sembra essere quella di riportare tutta Italia in zona rossa o arancione. Saranno poi i nuovi dati della Cabina di regia per il monitoraggio, attesi per venerdì, a decidere in quale fascia collocare le regioni.

Nel vertice di ieri fra Governo e regioni si è discusso della possibilità di abbassare le soglie dell’Rt per accedere alle varie zone di rischio, per evitare, specie in questo periodo di vaccinazione, di appesantire ospedali e strutture sanitarie. Le indiscrezioni emerse parlano di una zona gialla per le regioni con Rt sotto l’1, di zona arancione con Rt sopra l’1 e di zona rossa con Rt sopra 1,25.

Le Regioni hanno chiesto, inoltre, come spiega il presidente della Liguria Toti su Facebook “per avere corretti dati per decidere” di “considerare anche la classificazione dei tamponi, contando quelli antigienici, il tasso di incidenza del virus e il numero di pazienti negli ospedali. Altrimenti si rischia di avere delle classificazioni regionali ingiuste e penalizzanti, o addirittura assurde, che puniscono chi fa più tamponi”.

Il confronto dovrebbe proseguire oggi sia “per le regole che varranno dal 7 al 15 gennaio, sia sul nuovo Dpcm che varrà dal 16 gennaio per le settimane a venire”.

In Valle d’Aosta l’ultima ordinanza firmata dal Presidente della Regione Erik Lavevaz, la 580 del 23 dicembre, ha validità fino al 6 di gennaio.

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