Critico Giuseppe Cerise per la rimozione della bandiera del Tibet a Gressoney

Il consigliere regionale dell'Alpe avverte che non presenzierà ai Giochi militari qualora prevalgano logiche diverse dalla tutela dei diritti umani. Polemica sulla rimozione, chiesta dalla delegazione cinese, della bandiera tibetana sulla scuola di sci.
Giuseppe Cerise
Politica
Il Consigliere regionale Giuseppe Cerise avverte: "Qualora dovessi prendere atto che prevalgono altre logiche rispetto a quelle fondamentali della tutela dei diritti umani, in forma di protesta diserterò la partecipazione alle iniziative inerenti lo svolgimento dei Giochi Mondiali Militari invernali". La dura presa di posizione del consigliere dell'Alpe fa seguito a quanto avvenuto in occasione del sopralluogo della delegazione cinese a Gressoney che, dopo aver visto la bandiera tibetana sul pennone della scuola di sci, ha mostrato il proprio disappunto ed il Comitato Organizzatore dei Giochi ne ha disposto la rimozione.

Cerise, ritenendo doveroso manifestare il proprio "profondo dissenso nei confronti dell'iniziativa assunta di rimuovere la bandiera di un popolo che da sempre è simbolo di pace e tolleranza malgrado le continue violazioni subite dei più elementari diritti civili e umani perpetrati da parte delle autorità cinesi" in una nota definisce la decisione assunta dal Comitato "in palese contrasto" con i contenuti del Forum Internazionale "Sport e Pace" organizzato per sabato 20 marzo. "Profondamente deluso di tale iniziativa del Comitato e esprimendo apprezzamento e solidarietà al Presidente dei maestri di sci di Gressoney, Mauro David (che peraltro non ho il piacere di conoscere), per la sua coraggiosa e netta presa di posizione contraria alla rimozione del citato vessillo" Cerise auspica un intervento dell'Amministrazione regionale nella stessa direzione.

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