Dall’Union Valdôtaine tre sì per il referendum

Anche l’Union invita a recarsi alle urne per i quesiti referendari del 12 e 13 giugno. Agli iscritti propone di esprimere 3 si, per i quesiti sull’acqua pubblica e sul nucleare, e la libertà di coscienza per l’ultimo, relativo al legittimo impedimento.
Dino Viérin
Politica

Si moltiplicano in questi ultimi giorni gli appelli ad andare a votare. Alle forze di opposizione come l’Alpe, l’Idv e il Pd che da tempo invitano a votare “si” a tutti i quesiti referendari del 12 e 13 giugno, ora anche l’UV, nel Conseil Fédéral di ieri, venerdì 3 giugno, ha invitato i propri iscritti e sostenitori e simpatizzanti a non disertare le urne.

Il mouvement si distingue invece per le indicazioni di voto indicando 3 si, per i due quesiti sull’acqua pubblica e sul nucleare, e la libertà di coscienza per l’ultimo, relativo al legittimo impedimento, quello dalle ripercussioni politiche più forti, con cui si chiede di abrogare interamente la legge sul legittimo impedimento dopo la dichiarazione di parziale incostituzionalità dichiarata dalla Corte di Cassazione. "La nostra è stata una posizione unanime – ha dichiarato Ego Perron, Presidente dell’UV – se sull’acqua da sempre noi portiamo avanti una politica dell’acqua pubblica e sul nucleare siamo contrari e quindi invitiamo a votare si, sul legittimo impedimento non abbiamo una posizione univoca al nostro interno".

Piuttosto scarno il dibattitto all’interno dell’Uv sulla questione. Il primo ad intervenire e a sollevare alcune perplessità è stato Luciano Caveri. Dopo aver annunciato che voterà si anche al quarto quesito referendario “perché non è più ammissibile che il Presidente del Consiglio continui a farsi le leggi per se stesso”, Caveri ha sottolineato la necessità di riflettere, dopo il referendum, sul futuro delle alleanze considerati i risultati delle recenti elezioni comunali in Italia. “Il berlusconismo è nella fase conclusiva e non possiamo far finta di niente, è bene che si guardi avanti, in questo senso io credo che in questa fase politica non si debba fare alleanze né con la destra, né con la sinistra”. Diversa la valutazione di Ego Perron per cui "non c’è un nesso diretto tra la politica valdostana e l’esito delle ultime consultazioni: il governo fintanto che rimarrà in carica sarà il nostro interlocutore e sulla questione alleanze non c’è nessun ripensamento". 

Dino Viérin ha chiesto, quindi, lumi sulla "cabina di regia" istituita recentemente e composta dal Presidente della Regione e dai capigruppo dei partiti di maggioranza, che si riunirà ogni venerdì dopo la riunione della Giunta regionale. “L’incontro previsto con i capigruppo è routinario – ha ribattuto Rollandin, ribadendo quanto già riferito ai giornalisti – viene svolto ogni settimana e ha la valenza di aggiornarci sui temi all’ordine del giorno".

Tra gli argomenti portati all’attenzione sempre da Viérin anche il recente incontro del consigliere del Pdl Alberto Zucchi con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, che avrebbe portato alla disponibilità di 20 milioni di euro per l’elettrificazione della tratta Aosta-Torino. "Quei fondi erano già stati deliberati da tempo nella conferenza stato-regioni" ha spiegato Rollandin.
 

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