Dieci progetti valdostani passano il vaglio del Comitato di sorveglianza

Dei 65 progetti presentati per il secondo bando del Programma di cooperazione territoriale transnazionale Spazio alpino, 21 sono stati selezionati per passare alla seconda fase. Dieci di questi sono valdostani. Solo 11, alla fine, saranno finanziati.
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I fenomeni immigratori, la competitività dei piccoli comuni, la riqualificazione e la sostenibilità energetica e ambientale, la mobilità sostenibile. Sono alcuni dei filoni relativi ai 10 progetti valdostani che sono stati selezionati dal Comitato di sorveglianza del Programma di cooperazione territoriale transnazionale Spazio alpino riunitosi a Milano. Dei 65 progetti presentati per questo bando, 21 sono passati alla fase di redazione progettuale, e di questi 10 sono a partecipazione valdostana. Le risorse disponibili per questo bando consentiranno di finanziarne alla fine undici.
 
In particolare i progetti valdostani sono: Demochange (Osservatorio economico e sociale RAVA) utile ad individuare i modelli dei flussi migratori nell’arco alpino, per studiarne l’impatto socio economico; Comunis (Comune di Verrès) che intende rafforzare la competitività economica dei piccoli centri, mediante una pianificata strategia commerciale che valorizzi le risorse del territorio anche attraverso l’impiego di tecnologie innovative; Alphouse (Direzione energia e Direzione ambiente RAVA) che affronta problematiche legate alla riqualificazione energetica ed ambientale del patrimonio edilizio esistente nell’area alpina; Nasa e Visitalps (Dipartimento trasporti RAVA) che mirano ad accrescere la mobilità sostenibile. Il primo individua azioni per migliorare la qualità e la quantità delle informazioni sul trasporto pubblico, il secondo per migliorare l’intermodalità della mobilità a fini turistici, con particolare attenzione a quella ferroviaria; Share (ARPA) finalizzato a fornire strumenti per gli Amministratori pubblici al fine di ottimizzare produzione idroelettrica e sostenibilità ambientale; Suscape (Direzione Politiche comunitarie e miglioramenti fondiari RAVA) è finalizzato al mantenimento del territorio e del paesaggio tradizionale attraverso il rafforzamento della capacità produttiva agricola locale; E.polisalp (CELVA) che vuole fornire una metodologia per migliorare l’accessibilità ai servizi per i cittadini delle zone periferiche montane.
Gli altri due progetti selezionati rappresentano la prosecuzione di progetti precedenti già avviati in material di trasporti. Si tratta di Alpcheck2 (Direzione servizi antincendio e di soccorso RAVA) con cui si è creata una rete alpina per il monitoraggio in tempo reale dei flussi di traffico, con particolare riferimento alle merci pericolose. Il nuovo progetto intende ampliare le tipologie di dati raccolti e rafforzare la rete.
I-Monitraf (Direzione ambiente RAVA), infine, aveva definito parametri e metodologie condivise per lo studio e la valutazione degli impatti ambientali dovuti ai flussi di traffico nell’arco alpino. Il nuovo progetto mira a rafforzare la cooperazione nel settore e istituzionalizzare un sistema comune alpino di monitoraggio ambientale.

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