Elezioni comunali, Gerandin: “Non facciamo processi alle intenzioni”

Il Presidente del Cpel interviene sull’ordine del giorno nel quale si invitano i Sindaci, che si trovano nelle condizioni di ineleggibilità, a valutare attentamente l’opportunità della loro candidatura alla carica di Vice Sindaco alle prossime elezioni.
Elso Gerandin
Politica
E' assolutamente condivisibile il riferimento fatto dal Consiglio regionale all'elevato profilo etico e alla correttezza morale che caratterizza il sistema degli Enti locali, ed è proprio in questo quadro istituzionale virtuoso che riteniamo importante non fare processi alle intenzioni”.  Chiude così la dichiarazione del Presidente del Cpel, Elso Gerandin, in merito all’ordine del giorno approvato in Consiglio regionale dove si invitano i Sindaci, che si trovano nelle condizioni di ineleggibilità previste dall'articolo 30 bis della legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54 (Sistema delle Autonomie in Valle d'Aosta), a valutare attentamente l’opportunità della loro candidatura alla carica di Vice Sindaco in occasione delle elezioni generali comunali del 23 maggio 2010. L’argomento è stato oggetto dibattuto nell’ultima seduta del Consiglio regionale. L’articolazione del documento infatti non è piaciuta alle forze di opposizione, PD e Vallée d’Aoste Vive/Renouveau. Per quest’ultima forza politica, in particolare, gli inviti e gli auspici non sarebbero consoni ad un Consiglio regionale che in realtà avrebbe dovuto inserire la questione all’interno della legge regionale approvata.

Sul merito dell’ordine del giorno Elso Gerandin, continua “Al fine di evitare fraintendimenti, è opportuno ribadire come sia assolutamente legittimo per un Sindaco dopo la scadenza del secondo o terzo mandato (dipende dalle dimensioni del Comune) ricandidarsi alle prossime elezioni comunali generali come Vice Sindaco. L'eventualità di tale decisione deve essere letta con un approccio di buon senso e finalizzata a non disperdere un bagaglio di conoscenze e competenze acquisite dal Sindaco uscente che in alcuni casi può risultare determinante per la continuità amministrativa della comunità, soprattutto nei piccoli Comuni valdostani”.
Nell’affermare come per il CPEL la legge regionale n. 54 del 1998 sul "Sistema delle Autonomie" sia ancora assolutamente valida nei suoi contenuti e nei suoi principi, comprese le norme che limitano il numero dei mandati possibili per i Sindaci, il presidente del Cpel afferma “Bisogna mantenersi su posizioni equilibrate. Non esiste una 'casta dei Sindaci'; la figura degli amministratori locali ogni tanto viene ricondotta ad idee stereotipate e distorte. Il Sindaco è impegnato ogni giorno sul territorio e a stretto contatto con il cittadino, lontano dai salotti dei professionisti della politica.”

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