Com’era prevedibile, anche Alpe ha deciso di declinare la proposta di larghe intese avanzate dall’Union Valdôtaine. Dopo la presa di posizione contraria del PD, ieri nel tardo pomeriggio il Consiglio direttivo del partito ha esaminato le azioni svolte dalla Commissione politica in seno all’alleanza autonomista progressista in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, emettendo il verdetto. "Nel sottolineare l’importanza di continuare l’azione politica sin qui svolta, in coerenza con le posizioni sostenute fino a ora, basate su etica e buona amministrazione politica, ribadiamo di non aver condiviso né i metodi né i contenuti portati avanti dall’attuale maggioranza, in primis nella salvaguardia dell’autonomia oltre che nel tentativo di mortificare l’espressione popolare in occasione del referendum propositivo".
Il direttivo ha quindi ritenuto "che non vi siano, al momento, le condizioni per un accordo che abbia valore per una rappresentanza condivisa, cosi come inteso dalle forze di maggioranza".
Le forze autonomiste di maggioranza pscaricano il PDL
"Union Valdotaine, Stella Alpina e Fédération Autonomiste prendono atto del rifiuto da parte di Alpe e PD di addivenire ad una coalizione che istituzionalmente potesse rappresentare un’opportunità importante di unità della nostra Regione nei confronti dello Stato italiano e di aver fatto così prevalere logiche di pura appartenenza partitica e di schieramento rispetto all’interesse superiore della Valle d’Aosta". E’ questa la reazione alla bocciatura della proposta di un Nicco-Fosson bis, avanzata nei giorni scorsi dalla maggioranza ed in particolare da Francesco Salzone, capogruppo di Stella Alpina in Consiglio regionale.
Nessun accenno al PDL nel comunicato stampa diffuso nel pomeriggio: "Le tre forze politiche – si legge – ribadiscono il loro impegno unitario per formulare una valida proposta autonomista e federalista, che prescinda da logiche nazionali e che possa rappresentare con efficacia gli interessi della comunità valdostana nelle sedi parlamentari".
A spiegare la scelta di prendere le distanze è stato quindi Ego Perron, dichiarando che "Il PDL aveva chiesto chiarezza e noi abbiamo voluto farla". Cosa succederà adesso alla coalizione di maggioranza in Consiglio regionale e ad Aosta? "Non lo so", risponde Perron. "Noi non temiamo nulla: i numeri in Regione e Comune ci sono, dal nostro punto di vista non andiamo a prefigurare altri livelli’.


