Riccarand scrive ancora: “La domanda che ora sorge immediata è la seguente: il Presidente, il suo Vice e chi la pensa come loro condurranno questa battaglia fino in fondo o scenderanno a patti? “.
Nel mettere in tavola giochi di potere e nomi eccellenti della politica valdostana, il coordinatore dei Verdi aggiunge “Perchè una cosa mi sembra probabile: difficilmente vedremo Rollandin, Césal, Brédy candidati nella stessa lista. O Rollandin verrà messo in panchina, oppure Presidente e Vicepresidente, dovranno trarre delle logiche e coerenti conseguenze. Difficile pensare che dopo quanto hanno scritto e affermato si mettano poi a chiedere i voti per una lista con il faccione di Rollandin ben in evidenza. Ne verrebbe meno la loro credibilità!!”.
All'inizio di dicembre il Presidente dell’UV, Guido Césal, aveva inviato una lettera riservata all'ex senatore per chiedergli di rimanere alla Presidenza della C.V.A. e non avanzare la sua candidatura alle prossime elezioni. Pochi giorni dopo Rollandin si dimetteva dalla carica di presidente di CVA dando un chiaro segnale e commentando sarcasticamente “Sono commosso per i tanti complimenti che mi giungono per il buon lavoro svolto in Cva ma al tempo stesso io penso anche senza che me lo dicano". E così ha fatto. Ora sono le condanne e le vicende giudiziarie dell’ex senatore a rendere difficile la decisione del Conseil Fédéral e il lavoro dei tre saggi all’interno dell’UV, Dino Viérin, Roberto Vicquéry e Ugo Voyat, autori delle regole con cui l'Union esprimerà i 35 nomi per le elezioni regionali del prossimo anno.
