Elio Riccarand:’Il Fattore R divide l’Union Valdotaine’

Dopo le prese di posizione interne all'UV rispetto alla candidatura alle elezioni regionali di Augusto Rollandin, le riflessioni sulla questione scaturiscono anche dagli altri fronti. Elio Riccarand, dei Verdi, lo fa nell'editoriale di "Informazione"
Augusto Rollandin
Politica
Dopo gli “inviti” velati o meno a non candidarsi alle prossime elezioni regionali, fatti dalle pagine del “Peuple” ad Augusto Rollandin dal Presidente dell’Union Valdotaine, Guido Césal e del Vice Claudio Brédy, il tema diventa argomento di riflessione da più fronti. In realtà la cosa è sulla bocca di molti già da tempo, ma dal momento che i massimi vertici dell’UV hanno preso apertamente posizione, ora arrivano i commenti ad “alta voce”dai rappresentanti della politica valdostana. Elio Riccarand, coordinatore dei Verdi lo fa con l’editoriale in uscita in queste ore sul giornale “Informazione”, rincarando la dose di quanto già detto nelle settimane scorse. Non viene aggiunto molto rispetto a quanto già detto apertamente dai rappresentanti interni all’UV, ma Riccarand ci tiene a riportare all'attenzione dei lettori argomentazioni di cui il movimento dei Verdi si fa forte: “Già in passato si erano levate varie voci critiche nei confronti di Rollandin all'interno dell'U.V.- scrive Riccarand – ma mai in modo così esplicito, fermo e pubblico. Ed il sottoscritto ed i Verdi hanno pagato con l'isolamento politico e l'ostracismo masmediatico il fatto di aver combattuto la méthode Rollandin e di averlo fatto decadere due volte da consigliere regionale. Gli unionisti hanno aspettato quindici anni per affrontare il problema, ma ora il nodo è venuto al pettine. Che cosa è cambiato rispetto al passato? E' cambiato molto perchè Rollandin ha perso la sfida delle elezioni politiche della primavera 2006”.
Riccarand scrive ancora: “La domanda che ora sorge immediata è la seguente: il Presidente, il suo Vice e chi la pensa come loro condurranno questa battaglia fino in fondo o scenderanno a patti? “.
Nel mettere in tavola giochi di potere e nomi eccellenti della politica valdostana, il coordinatore dei Verdi aggiunge “Perchè una cosa mi sembra probabile: difficilmente vedremo Rollandin, Césal, Brédy candidati nella stessa lista. O Rollandin verrà messo in panchina, oppure Presidente e Vicepresidente, dovranno trarre delle logiche e coerenti conseguenze. Difficile pensare che dopo quanto hanno scritto e affermato si mettano poi a chiedere i voti per una lista con il faccione di Rollandin ben in evidenza. Ne verrebbe meno la loro credibilità!!”.

All'inizio di dicembre il Presidente dell’UV, Guido Césal, aveva inviato una lettera riservata all'ex senatore per chiedergli di rimanere alla Presidenza della C.V.A. e non avanzare la sua candidatura alle prossime elezioni. Pochi giorni dopo Rollandin si dimetteva dalla carica di presidente di CVA dando un chiaro segnale e commentando sarcasticamente “Sono commosso per i tanti complimenti che mi giungono per il buon lavoro svolto in Cva ma al tempo stesso io penso anche senza che me lo dicano". E così ha fatto. Ora sono le condanne e le vicende giudiziarie dell’ex senatore a rendere difficile la decisione del Conseil Fédéral e il lavoro dei tre saggi all’interno dell’UV, Dino Viérin, Roberto Vicquéry e Ugo Voyat, autori delle regole con cui l'Union esprimerà i 35 nomi per le elezioni regionali del prossimo anno.

 
E Augusto Rollandin, parco di commenti come sempre alle richieste dei giornalisti, una cosa l'ha detta, come si legge nelle pagine dell'ultimo numero della Gazzetta Matin di ieri "in un momento così delicato – si legge nell'articolo a firma di Luca Mercanti – sarebbe consigliabile mantenere toni pacati, perché l'obiettivo dovrebbe essere quello di costruire e non di distruggere".
 
 

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