Emergenza casa: sono quasi 250 le richieste per un alloggio di edilizia popolare già presentate

Una mozione sugli alloggi sfitti ha suscitato due ore di dibattito, in consiglio comunale, sul tema dell'edilizia popolare. Sono ancora 21 le famiglie in situazione di forte disagio abitativo, in graduatoria ma ancora in attesa di una casa.
Un momento del consiglio comunale
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In Consiglio comunale, ad Aosta, si è tornato a parlare di edilizia popolare, su sollecitazione di Valter Manazzale, che ha firmato una mozione in proposito. Il consigliere di Rifondazione sollecitava sindaco e assessori competenti a inserire tra gli alloggi da assegnare con il prossimo bando anche quelli sfitti e abitabili, o da ristrutturare, del quartiere Cogne.
 
Dalla mozione è nata una discussione che si è protratta per almeno due ore, alla quale hanno contribuito diversi consiglieri della maggioranza e dell'opposizione.
 
La reale entità dell'emergenza abitativa è stata oggetto di molteplici interventi, che hanno permesso di evidenziare, a margine, i primi dati disponibili riguardo al nuovo bando per l'assegnazione di 108 alloggi di edilizia popolare. Secondo il vicesindaco Guglielminotti Gaiet, assessore con delega all'edilizia pubblica, all'ufficio di via Liconi, in questo primo mese, sono stati richiesti 1260 moduli, che si sono trasformati in 247 richieste presentate allo sportello. “Molte di queste – ha spiegato il vicesindaco – non potranno essere recepite, perché prive dei requisiti richiesti. Sono numerose le persone che hanno presentato richiesta pur sapendo di non averne diritto. Il 23 ottobre scadrà il termine di presentazione delle richieste, e a quel punto, sapendo quante persone saranno in graduatoria, potremo esprimere delle valutazioni”.
 
Stefano Borello (Stella Alpina), Lucia Pellissier (Union Valdôtaine) e Antonello Parisi (Fédération Autonomiste) hanno difeso l'operato della commissione casa, della quale fanno parte, richiamando l'attenzione sul fatto che, nell'impossibilità di accogliere tutte le richieste, la priorità è stata data alle persone e ai nuclei familiari maggiormente in difficoltà. Di diverso parere Titti Forcellati (Verdi), che ha sottolineato quelli che a parer suo sono i punti deboli della politica abitativa della Giunta presieduta da Grimod: le difficoltà di attuazione dei piani vendita e la carenza di programmazione. Sempre dai banchi dell'opposizione Iris Morandi (Aosta Viva) ha evidenziato il disagio crescente dei cittadini rispetto alla questione casa, e ha ricordato l'annosa questione delle villette del quartiere Cogne, che necessitano di interventi urgenti.
 
L'assessore alle finanze Mauro Baccega ha spiegato che i ritardi della vendita delle villette sono dovuti alla loro classificazione, da parte della Sovrintendenza dei beni culturali, in beni monumentali, poi divenuti beni documentali. Adesso, come prevede la normativa regionale, il comune di Aosta sta effettuando dei lavori di ristrutturazione dei tetti e delle facciate, dopodiché le villette potranno essere vendute. La priorità sarà data agli abitanti della zona. Se nessuno manifesterà l'intenzione di acquistare gli alloggi, questi saranno venduti all'asta. Il prezzo dovrebbe oscillare tra quello individuato dall'Erp, definito “molto basso” da Baccega, e un prezzo lievemente più alto. Lungo e circostanziato l'intervento di risposta di Davide Bionaz (Aosta Viva), che ha lamentato il tentativo di “addossare alla Sovrintendenza le colpe dei ritardi nella vendita delle villette”. Il sindaco Grimod ha invitato i presenti a non indulgere in facili demagogie, “rischio molto comune quando si parla di temi come la casa”.
 
Il dibattito si è via via allargato fino a includere molto di quanto è stato fatto o detto negli ultimi anni a riguardo, in sede di consiglio, di giunta e di commissione.
 
Sono stati forniti dei dati riguardanti gli alloggi sfitti del quartiere Cogne, oggetto della mozione di Valter Manazzale. Si tratta di 73 alloggi, 7 dei quali sono in corso di assegnazione. Altri 36 sono in fase di appalto in base a un protocollo di intesa Regione-Comune di Aosta, sei sono le famose villette, che per legge non fanno parte dell'Erp, poi bisogna ancora sottrarre al conto finale 9 alloggi, inseriti nel primo piano vendita, in base alla legge 40. Restano 15 alloggi sfitti, oggetto di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, come l'impianto di riscaldamento autonomo. Infine, nell'ultimo anno e mezzo, sono stati assegnati 49 alloggi per sanare situazioni di emergenza, sulla base di graduatorie precedenti.
 
Sono però 21 i nuclei familiari disagiati che avrebbero diritto a un alloggio ma vivono tutt'ora in attesa di una soluzione al problema abitativo.
 
La mozione di Manazzale è stata respinta con sette voti favorevoli, nove contrari, e tredici astenuti.
 

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