Emergenza rifiuti: Caveri dà la disponibilità ad aiutare la Campania. Critiche da Verdi, Arcobaleno e An

Valle d'Aosta, Lazio, Piemonte, Calabra e Puglia sono tra le regioni che si sono rese disponibili a correre in soccorso dell'emergenza rifiuti in Campania. In Valle però l'uscita del presidente della Regione ha scatenato il putiferio di critiche.
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"Pur nei limiti dei piccoli numeri e compatibilmente con gli spazi disponibili, la Regione autonoma Valle d'Aosta sarà disponibile, se richiesto come avvenne in passato, ad aiutare la Regione Campania letteralmente sepolta dai rifiuti". Con questa dichiarazione il presidente della Regione Luciano Caveri se da una parte ha riportato alla ribalta l’altruismo valdostano nell’aiutare chi ne abbia bisogno, dall’altra ha scatenato le reazioni di chi, sulla proposta di far arrivare in Valle d'Aosta parte dei rifiuti campani, non ne vuole proprio sapere. In prima linea i movimenti politici. E così a poche ore dalla dichiarazione di Caveri hanno fatto seguito note stampa e comunicati di Verdi, Arcobaleno e AN.
Elio Riccarand, coordinatore dei Verdi non vede nella proposta nel presidente una disponibilità genuina e dice che "Caveri si affretta a dare la disponibilità non per dare una soluzione al problema di Napoli e provincia, ma per altri scopi". "Importare in Valle d'Aosta delle immondizie trasportandole su dei Tir che devono viaggiare per mille chilometri non ha niente né di utile, né di ragionevole, né di ecologico" aggiunge Riccarand "Del resto la piccola discarica di Brissogne, l'unica esistente in Valle d'Aosta per i rifiuti ed in via di esaurimento, non può raccogliere quantitativi significativi di rifiuti dall'esterno della Regione. Al massimo si può depositare una simbolica eco-balla".
Per Ugo Venturella, consigliere regionale dell’Arcobaleno "lo scandalo dei rifiuti campano é rappresentato da 14 anni di Commissariamento che ha espropriato di ogni potere decisionale le Comunità e gli Enti Locali puntando tutto sulla costruzione di megainceneritori e di impianti per produrre il combustibile da Rifiuto". Le esternazioni di Riccarand e Venturella vanno poi nella stessa direzioni quando entrambi parlano dell’intenzioni di costruire in Valle un termovalorizzatore. E’ alla luce di questo progetto, secondo Riccarand, che si lega l’uscita di Caveri.
Quasi che il presidente Caveri avesse immaginato "gli strali" che sarebbero arrivati a seguito della proporia dichiarazione, nella mattinata aveva detto "La circostanza drammatica dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno che il problema dei rifiuti va affrontato in tempo utile e la demonizzazione e le informazioni false sui termovalorizzatori sortiscono situazioni pericolose e scelte contraddittorie". Per Caveri, "bisogna evitare che certe polemiche, se mirate a cerare situazioni di paralisi nelle decisioni, possano creare tra qualche anno l'emergenza rifiuti anche in Valle d'Aosta".
A dichiararsi contraria alla possibilità di importare rifiuti dalla Campania è anche Alleanza Nazionale. Alberto Zucchi non lesina critiche nell’affermare che la disponibilità data dal presidente della Valle d’Aosta è “Ridicola e provocatoria viste le dimensioni ridotte della nostra regione” Per Zucchi “Caveri ha perso i senso della misura con la sua smania di apparire”. “E’ la proposta folle – conclude Zucchi – di un prefetto che si sveglia la mattina e senza consultare nessuno decide che la Valle può importare tonnellate di rifiuti”.

La situazione rifiuti in Valle d’Aosta
La Valle d’Aosta spende, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, oltre 18 milioni di euro all’anno. Due sono le discariche operative: quella per i rifiuti speciali, e quella alle porte di Aosta, a Brissogne, dove è stato realizzato il centro di smaltimento regionale, in esaurimento nel giro di cinque o sei anni, e dove vengono conferite oltre 96 mila tonnellate di rifiuti all'anno.
Secondo Gren Book Federambiente, la Valle d'Aosta, secondo dati 2005, dove non esistono discariche abusive anche per il controllo del Corpo Forestale Valdostano, si colloca, con 182 euro per tonnellata, al terzultimo posto in Italia per i costi sostenuti nello smaltimento. Seguono Calabria (174) e Marche (173). Al primo posto vi è la Campania con 267 euro per tonnellata.
Per quanto riguarda la raccolta differenziata dal Gren Book emerge che la Valle d'Aosta è passata dal 12,27% del 1999 al 37,23% del 2005. Secondo dati più recenti la raccolta differenziata è attestata attorno al 40% con l'obiettivo di raggiungere, entro il 31 dicembre 2009, come prevede una legge regionale, la percentuale del 50% di raccolta differenziata ed il 40% di valorizzazione e entro il 31 dicembre 2011 le percentuali devono salire al 60% di raccolta differenziata e 50% di valorizzazione. Nel 2007 la raccolta in Valle, secondo dati forniti dalla Regione, è stata di circa 96.000 tonnellate800 chilogrammi pro capiti rispetto ai 508 kg di rifiuti pro capite prodotti nel 1998. A conti fatti ogni valdostano produce ogni giorno mediamente 2,2 kg di rifiuti.

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