Federalismo fiscale: mese di approfondimenti tecnici per arrivare ad un testo concordato

Il nodo da sciogliere tra il testo 'Calderoli' e quello delle Regioni, nonostante il positivo incontro e i molti punti di contatto, secondo Rollandin, rimane il sistema delle perequazioni 'Su tale sistema vogliamo la definizione di obiettivi specifici'.
Il presidente della Regione, Augusto Rollanin
Politica
Non accetteremo più di essere chiamati a discutere su argomenti che poi attraverso emendamenti vengono stravolti dal Governo”. E’ il commento del presidente della Regione Augusto Rollandin di ritorno dagli incontri di Roma, avvenuti giovedì 31 luglio, con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e con il Ministro della Semplificazione Roberto Calderoli.
Con Calderoli sembra che, sul tema del Federalismo fiscale, ci sia convergenza di vedute sul testo di legge che si sta improntando. L’obiettivo è di arrivare ad un testo equilibrato e concordato che tenga conto delle proposte avanzate dalle regioni. In particolare le Regioni a Statuto speciale, evidenziano "la necessità di una verifica puntuale delle competenze statutarie, in modo che il federalismo possa essere attuato nel rispetto degli Statuti di autonomia".
Il percorso che si sta seguendo sembra “giusto – commenta Rollandin – anche se non mancano questioni da risolvere”. E’ il caso del Fondo perequativo, che nel Ddl “Calderoli” prevede la partecipazione anche delle Regioni a Statuto speciale e Province autonome ma sarà gestito a livello nazionale. Un tema che deve tenere conto secondo Rollandin “delle funzioni specifiche delle Regioni”. Altra incognita è rappresentata dagli enti locali, il terreno che il Governo deve sminare per arrivare ad una riforma il più possibile condivisa per l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione. Per giungere ad un testo concordato le due proposte saranno oggetto nel prossimo mese di approfondimenti tecnici.
 
Meno positivo invece l’incontro con la presidenza del Consiglio. Sul tavolo della discussione il metodo di lavoro tra Stato e Regioni. Le Regioni si sono, infatti, risentite dell’attuale impostazione e linea seguita dal Governo che dopo confronti con le regioni e le proposte, ha disatteso e stravolto con emendamenti, in fase di discussione e approvazione alla Camera, quanto evidenziato negli incontri. “Un atteggiamento che non accetteremo più” ha evidenziato Rollandin, sulla linea dei governatori delle altre regioni. Tra gli altri temi al centro dell’incontro la Sanità, la copertura dei deficit, i fondi europei per l’assistenza sociale.

A dare infine garanzie sull’approccio del Governo rispetto alla realtà della Regioni a Statuto speciale sono state le dichiarazioni del sottosegretario Letta e il richiamo generale ai Ministri di un maggior rispetto sul tema. “Vogliamo un atteggiamento più costruttivo – ha concluso Rollandin – che si allontani da quel pregiudizio e dall’etichetta che le Regioni a Statuto speciale siano privilegiate”.

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