Il Congresso Uv traccia la strada per rilanciare il Movimento

Approvata all'unanimità una mozione che impegna gli organi Uv a rivedere lo Statuto per renderlo più attuale, gli eletti a rimettere al centro il Movimento. Il primo test saranno le elezioni comunali.
erik lavevaz
Politica

L’Union Valdôtaine ci riprova. Passata la “tempesta perfetta”, come ha definito quanto successo nel suo primo anno di mandato il Presidente Uv Erik Lavevaz (il riferimento è sopratutto all’inchiesta Geenna), il Mouvement ha deciso di tornare al lavoro per “ridare nuovo slancio al movimento”, “rinnovando lo spirito indennitario dell’Uv”.
La mozione congressuale, proposta dal presidente e accolta dai delegati riuniti oggi, sabato 30 novembre, alla Bcc di Gressan, delinea il percorso da seguire nei prossimi mesi. A cominciare dalla rivisitazione dello Statuto, per renderlo più attuale. Spetterà al Comité nominare una commissione che si faccia carico dell’elaborazione delle modifiche, che dovranno essere poi approvate nella prossima primavera da un nuovo congresso.

Agli eletti in Consiglio Valle viene chiesto di rimettere il Movimento al centro della gestione politica; spiega Lavevaz: “non si tratta solo di informare il presidente, la centralità del movimento è un’altra cosa”. Agli organi Uv la mozione chiede di seguire un percorso rigoroso nella costruzione della lista dei candidati a tutti i i livelli. “Abbiamo avuto l’abitudine a imbarcare tutto e tutti – fa mea culpa Lavevaz – non importa quale storia politica e personale avevano alle spalle, con il miserabile obiettivo di ottenere qualche voto in più, non nell’interesse della causa unionista ma solamente di qualcuno”. Il Comité dovrà elaborare un codice etico per “regolare le nuove iscrizioni e le candidature”.

Parlando di costruzione delle liste il primo pensiero è alle elezioni comunali del 2020. Dopo aver ribadito le critiche lanciate nei giorni scorsi al nuovo “contenitore” di Uvp e Alpe, Lavevaz e la mozione lasciano aperta la porta agi autonomisti, accordando loro la preferenza per le alleanze nella prossima competizione elettorale. “Da evitare invece gli accordi con le forze nazionaliste e populiste”. 
Oltre a portare a casa il voto unanime alla mozione, Erik Lavevaz si vede confermare la fiducia dai 300 circa unionisti presenti a Gressan. E’ riservato a lui, che soltanto fino a poche settimane fa voleva rimettere il suo mandato, l’applauso più lungo della giornata. “Mi scuso per le mie lacune e i miei difetti, ho fatto del mio meglio, ma avrei dovuto far di più. L’ultimo anno è stato il più difficile e esigente della mia vita. Ma sono sempre più fiero di essere unionista e il vostro presidente”.

L’onore delle armi a Lavevaz arriva poco dopo anche da Aurelio Marguerettaz. “Lo ringrazio per aver deciso di proseguire, ha cominciato un lavoro complesso in un momento delicato, si impegna onestamente e, a differenza del passato, lo fa gratuitamente, senza alcun rimborso.”.

aurelio marguerettaz
aurelio marguerettaz

Nel suo intervento l’ex Assessore richiama i “dubbi” sulla riforma elettorale in senso presidenziale, chiede di rivedere la preferenza unica, ribadisce la necessità di proseguire il dialogo con le forze autonomiste “senza mettere in discussione la nostra storia, il nostro nome e simbolo. Le porte sono aperte per le persone che vogliono agire per la nostra autonomia e il bene della Valle d’Aosta”.

Di riforma elettorale si torna a parlare con Alexandre Bertolin e Gabriele Osio. A loro il compito di presentare un’articolata proposta elaborata con amministratori locali e alcuni esperti per arrivare ad un “consiglio eletto su base federale” con un doppio sistema: maggioritario che porta all’elezione di nove consiglieri, uno per ogni Unité più Aosta, e proporzionale per la distribuzione dei 26 seggi restanti, con un premio di maggioranza (14 seggi su 26) per la lista che raggiunge il 40% su base regionale.  La proposta verrà ora analizzata dalla commissione elettorale creata nelle scorse settimane dall’Uv.
Di ispirazione più grillina la proposta invece dell’ex consigliere Paolo Contoz: no alla candidatura degli over 65 anni, un limite di due mandati e alla firma dell’accettazione della candidatura la sottoscrizione di una fideiussione bancaria che vincoli a rimanere nel movimento.

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