Bisognerà attendere ancora, e non pochi anni, ma da oggi il Coordinamento Solidarietà Valle d’Aosta può vedere tracciata sulla carta la propria futura sede. Con l’Assestamento di bilancio, in discussione in Consiglio Valle, la Regione ha deciso che Casa Berton, Villa Giulia, in rue de l’Archet 15, accoglierà il Centro di servizio per il volontariato e le sue associazioni dopo un importante intervento di ristrutturazione.
“È un sogno che si avvera”, sottolinea il presidente del Csv, Claudio Latino. “Non si tratta soltanto di un’operazione immobiliare o di una nuova sede più ampia, ma di un riconoscimento istituzionale del ruolo svolto ogni giorno sul territorio dalle persone che operano nel mondo del volontariato. Questo era davvero uno dei sogni nel cassetto del Csv Vda. La Casa del volontariato non sarà la casa del Csv, ma quella di ogni singolo volontario: uno spazio capace di accogliere tutte le attività del settore e di dare corpo alla comunità solidale”.
Il disegno di legge autorizza il restauro conservativo e la rifunzionalizzazione dell’immobile di proprietà regionale. L’investimento previsto ammonta a 5,8 milioni di euro per il 2026. Una volta completati gli interventi, la struttura sarà concessa al Csv Vda in comodato gratuito per trent’anni. Durante questo periodo sarà il Coordinamento a farsi carico della manutenzione ordinaria e di tutti gli interventi necessari a garantirne la piena funzionalità.
L’edificio manterrà il nome di Casa Berton e sarà intitolato alla memoria del notaio Roberto Giuseppe Berton, grazie al cui legato testamentario l’immobile è entrato a far parte del patrimonio regionale. Sulla facciata sarà inoltre collocata una targa in bronzo che ne ricorderà la figura.
Il contratto imporrà precisi vincoli di utilizzo. L’immobile dovrà essere destinato esclusivamente alle attività istituzionali del Centro di servizio per il volontariato e ospiterà anche uno spazio dedicato alle iniziative di invecchiamento attivo e di supporto socioculturale, rivolte in via prioritaria agli insegnanti in pensione. Tra gli obblighi previsti figurano anche la cura del giardino e delle aree verdi della proprietà.

Il percorso verso Casa Berton
A ricostruire in Aula il percorso che ha portato alla scelta di Casa Berton è stato il presidente della Regione, Renzo Testolin. Nel luglio 2024, ha ricordato, il Csv aveva dovuto lasciare la storica sede di via Xavier-de-Maistre a causa degli elevati costi di affitto e della riduzione dei trasferimenti statali. Grazie al Comune di Aosta, il Coordinamento aveva trovato una sistemazione provvisoria nei locali dell’ex asilo nido di via Avondo.
Da quel momento la Regione ha avviato la ricerca di una sede definitiva tra gli immobili di sua proprietà. Una prima ipotesi riguardava gli spazi dismessi in località Amérique, nei pressi dell’ex Motor America, ma il Csv, dopo un sopralluogo, aveva rinunciato ritenendoli non adatti.
Da qui si è arrivati ad individuare Casa Berton, anche perché “nel nostro programma di governo – ha spiegato Testolin – è esplicitato in maniera molto chiara che l’obiettivo sarebbe stato quello di riuscire a dare una destinazione sociale a uno degli stabili di proprietà regionale”, che da troppi anni “sono inutilizzati” Una scelta, condivisa con il Csv, che “ha dato la propria disponibilità a questo percorso”.
I 5,8 milioni di euro inseriti nell’Assestamento rappresentano, per ora, solo una stima preliminare dei costi. Le valutazioni dovranno essere approfondite nella fase progettuale, ma, ha precisato il presidente, non sono emerse criticità tali da compromettere il recupero dell’edificio. L’obiettivo è completare progettazione, appalto e lavori entro la fine della legislatura.
I dubbi sui tempi
La scelta ha però creato malumori in piazza Chanoux. Il Comune di Aosta aveva infatti proposto di destinare al Csv l’ex sede del Centro per l’impiego di via Colonnello Alessi. Da quanto si apprende, però, il Csv avrebbe dovuto farsi carico dei costi di ristrutturazione e del pagamento di un canone di locazione.
Per Clotilde Forcellati del Pd, la priorità resta garantire al volontariato una sede dignitosa nel più breve tempo possibile. Pur esprimendo apprezzamento per la volontà della Regione di destinare al Csv Casa Berton, la consigliera ha manifestato dubbi sui tempi dell’operazione: il recupero potrebbe richiedere diversi anni, costringendo il Coordinamento a rimanere ancora a lungo nella sede provvisoria, “angusta e inadeguata”.
Da qui la richiesta, condivisa con Eugenio Torrione di Avs, di mantenere aperta anche l’ipotesi dell’ex Centro per l’impiego come soluzione alternativa o temporanea.
“Proponiamo una cosa di buon senso e diciamo: se c’è una disponibilità della regione a mettere dei soldi, perché non andare verso una sede più gradita al Csv, che costa meno?”.
Il presidente Testolin, nel respingere i due ordini del giorno, ha confermato la volontà della Giunta: “Noi lavoriamo per il piano A in maniera molto decisa, molto concreta, molto trasparente e molto condivisa”.
