Inchiesta bestiame: i Verdi chiedono chiarezza e politiche per impedire e sanzionare gli abusi

I Verdi accusano: “gli abusi sono perfettamente conosciuti dai vertici politici e amministrativi della Regione, che preferiscono chiudere un occhio, piuttosto che affrontare il problema” e invitano “a tutelare gli agricoltori onesti”.
Politica
Non si smorza l’attenzione del mondo politico nei confronti dell’inchiesta bestiame condotta dalla magistratura. Questa volta è il Coordinamento regionale dei Verdi Valdostani a prendere posizione in una nota che fa seguito alla riunione del 2 dicembre scorso. Il Comitato considera, infatti, gli abusi che sarebbero stati commessi da allevatori, veterinari e agricoltori, e che sono al centro dei cinque filoni dell’inchiesta, “perfettamente conosciuti dai vertici politici e amministrativi della Regione, che preferiscono chiudere un occhio, piuttosto che affrontare il problema”. In particolare i Verdi fanno riferimento agli abusi relativi “all’uso di fieno di scarsa qualità proveniente dall’estero, con conseguente produzione di fontina “taroccata”, e al commercio di sperma di bovini svizzeri, per rafforzare l’aggressività delle Reines”.

Nel ritenere “particolarmente gravi, perché pericolose per la salute dei consumatori, le condotte di coloro che hanno utilizzato latte di mucche infette per la produzione casearia” i Verdi Valdostani evidenziano il danno di immagine subito dai prodotti valdostani, e chiedono “che la magistratura faccia presto e bene il suo lavoro inteso ad accertare, nei singoli casi, le responsabilità penali degli indagati, in modo che i colpevoli vengano condannati e gli innocenti prosciolti” e invita l’Amministrazione regionale a riacquistare “credibilità, adottando efficaci politiche di settore, atte a tutelare gli agricoltori onesti e la genuinità dei prodotti della terra, attraverso una risoluta e concreta azione di prevenzione degli abusi, di controllo sistematico e di contrasto amministrativo degli illeciti commessi”.

                    

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