Inchiesta bestiame: in base alle indagini la Regione vedrà se costituirsi parte civile

Rollandin: “Abbiamo fiducia nella magistratura”. Tibaldi “Anche la politica deve intervenire, state sottovalutando la situazione”. Intanto dalle analisi finora condotte non risulterebbero rischi alla salute umana.
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“Attendiamo di analizzare nel dettaglio gli atti relativi all’inchiesta al fine di prendere i provvedimenti necessari per la salvaguardia degli interessi dell’Amministrazione regionale compresa l’eventuale costituzione di parte civile, e la protezione dei settori dell’agricoltura e dell’allevamenti valdostani”. Non poteva che essere l’inchiesta sul bestiame, che la magistratura sta  portando avanti, ad aprire i lavori del Consiglio regionale. La politica rimane in stand by e dimostra fiducia nella stessa magistratura, come detto ad inizio lavori dal Presidente della Regione Augusto Rollandin. Si tratta di un atteggiamento che tuttavia non piace al gruppo del Pdl. “Il risalto sulla stampa nazionale non ci ha fatto piacere e ha causato un danno d’immagine alla Valle d’Aosta e al settore zootecnico – ha evidenziato il consigliere Enrico TIbaldi durante le interrogazioni a risposta immediata che hanno aperto la seduta consiliare – Per colpa di qualche manigoldo pagano anche i corretti. Dov’è la politica, non può essere solo la magistratura ad occuparsi di questo.  Qui c’è una situazione di emergenza che state sottovalutando – ha rincarato Tibaldi parlando alla Giunta – State adottando atteggiamenti standard non adeguati alla situazione di gravità”.

Dal punto di vista dei rischi sulla salute umana , oggetto dell’interrogazione avanzata dal PD, è stato l’Assessore regionale alla Sanità, Albert Lanièce a definire il quadro attuale: “Le analisi condotte sui prodotti derivati del latte hanno assicurato la qualità dei prodotti. – ha precisato l’assessore – Il sequestro di fontine da parte dei Nas è avvenuta in un solo stabilimento sui 350 presenti in Valle d’Aosta. Garazie sui controlli arrivano anche dalle carni. In merito al foraggio, non vi sono evidenze scientifiche che il fatto che non sia autoctono causi danni alla salute. La situazione epidemiologica è sotto controllo come da piano di risanamento predisposto.  Infine, in merito al risanamento del bestiame nel 2009, dati al 15 novembre, su 1250 stalle solo 16 sono risultate positive alla tbc, pari all’1,28%, l’anno scorso si attestata al 3%. Nessuna rilevanza di tubercolosi su animali selvatici, nessun rilevamento di tubercolosi umana in Valle”.

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