Informatizzazione e cambio di mentalità dei dirigenti per combattere la burocrazia

Chiusi i lavori del Congresso tematico dell'Union Valdotaine. Da più fronti la necessità di sburocratizzare la macchina amministrativa. Per farlo necessari cambiamento tecnici, "informatizzazione", e mentali, cioè il "modus operandi" dei dirigenti.
Congresso UV
Politica
E’ stato la Burocrazia il tema che ha guidato il Congresso dell’Union Valdotaine protagonista della giornata politica di sabato scorso al Grand Hotel Billia di Saint-Vincent. Tanti gli interventi della dirigenza Uv, e quindi dei rappresentanti dell’Amministrazione regionale, che si sono alternati per ribadire l’importanza di una burocrazia efficiente e snella, capace di dare risposte e servizi concreti al pubblico. Pur apparentemente poco stimolante per il tema, il Congresso ha visto una partecipazione attiva dei delegati, con l’apertura alle associazioni di categoria e professionali, le quali nei propri interventi, hanno affermato come la burocrazia freni spesso la sopravvivenza delle piccole imprese e rallenti lo sviluppo economico. 
Meno burocrazia, più autonomia” oltre che messaggio generale è stato anche il titolo su cui si è focalizzato il Congresso, arrivato a dibattere del tema dopo che lo stesso era stato affrontasto negli incontri e  riunioni delle sezioni. "Si tratta di un'esigenza che è arrivata dai confronti arrivati nelle singole sezioni – ha detto il presidente dell’UV Ego Perrone che si traduce nella richiesta di trovare nelle priorità dell’azione politica la semplificazione delle pratiche e delle procedure per avere più celerità nelle risposte". “Il nostro sistema burocratico è efficiente – ha affermato Perron – ma è necessario un ulteriore sforzo per ridurre la burocrazia nella pubblica amministrazione”.
 
Per Albert Cerise, presidente del Consiglio regionale, etica e morale devono guidare l’azione degli amministratori perché “per avere meno burocrazia è necessario il rispetto della legalità”. “Per avere meno regole – ha aggiunto Cerise – sono necessarie da parte della classe politica una maggiore preparazione, la conoscenza e la determinazione per evitare che gli apparati burocratici non sovraccarichino di obblighi le nostre leggi ed i nostri regolamenti". Aggiungendo che tuttavia "Esiste una buona burocrazia che garantisce i cittadini e gli operatori socio-economici nel rispetto dei loro diritti, e per contro vi è una cattiva burocrazia che è quella autoreferenziale che vuole acquisire dei poteri che non ha".

L’informatizzazione è la strada privilegiata per snellire e sburocratizzare l'apparato amministrativo della Regione. Per il presidente della Regione, Augusto Rollandin, è una certezza, ma per far questo è necessario anche un cambio di mentalità e di abitudini della dirigenza: “Spesso, il problema non è tanto nella modifica delle norme per semplificare le procedure quanto nel cambiare le abitudini comportamentali di chi deve seguire l'iter delle pratiche" ha affermato Rollandin. Altro assioma del presidente è il riferimento al federalismo: “è alla base della semplificazione burocratica perché determina competenze precise tra Stato, Regione e enti locali, ma a livello nazionale nulla si muove”.

Sull’utilizzo delle nuove tecnologie quale strumento per rendere la macchina amministrativa più efficiente è convinto anche il consigliere regionale e membro del Comitato delle Regioni, oltre che responsabile della Struttura Programmi della Rai Valle d'Aosta, Luciano Caveri. Anche per Caveri, che ha insistito sull’importanza della partecipazione democratica, è necessario fare una distinzione tra burocrazia buona e negativa: la prima intesa quale fondamento dell'Amministrazione, anche nel quadro dell'Autonomia speciale, la seconda invece legata agli sprechi, alle lentezze e ai privilegi.  

L’appuntamento annuale non ha messo a tacere i malcontenti che si sono manifestati nella voce di Piera Diémoz, che senza troppi giri di parole ha rotto la via tracciata dagli interventi precedenti affermando chiaramente: “Non ci vendere a Berlusconi” riferendosi alla dirigenza UV, e rincarando la dose ha avvertito che molti iscritti al movimento, secondo quanto a lei raccolto, non si “riconoscono più in questa UV”, dove il “collante sembrano siano diventati i soldi e l’ottenimento di una carica, e non più gli ideali”. La voce della base, fuori dal coro, ha raccolto il plauso della platea presente.

A chiudere la giornata di lavori del Congresso è stata l’approvazione del documento finale che ha più riprese si è concentrato su proposte, a tutti i livelli, di snellimento burocratico e incentivazione del mezzo informatico.

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