La biblioteca di quartiere Cogne, ad Aosta, aprirà a fine 2021

A spiegarlo, in Consiglio comunale, l'Assessore alla Cultura Samuele Tedesco in risposta ad una mozione del consigliere della Lega Bruno Giordano: "Se non ci saranno rallentamenti dovuti alla pandemia si può ipotizzare l’apertura del polo per la fine del 2021”. Confermata la rassegna Enfanthéâtre, che tornerà in versione estesa.
La biblioteca di quartiere Cogne, ad Aosta
Politica

La biblioteca – o meglio la mediateca – di quartiere Cogne non aprirà prima della fine del 2021. A spiegarlo, in Consiglio comunale di Aosta, in risposta ad una mozione della Lega, l’Assessore alla Cultura Samuele Tedesco.

Un iter che sembrava avviarsi verso la chiusura, e che invece ha avuto qualche intoppo: “Sono convinto che la Mediateca di quartiere Cogne debba e possa diventare un polo di eccellenza dal punto di vista sociale – spiegava il consigliere del Carroccio Bruno Giordano –, e sono certo che con l’ausilio della biblioteca regionale e della sensibilità della sua direttrice, l’obiettivo verrà centrato entro questa consiliatura”.

In replica, Tedesco ricostruiva anche parte del percorso: “L’iter ha subito uno stallo nel 2020 dovuto in parte all’emergenza Covid, ma anche per alcuni necessari approfondimenti tecnici. Le procedure per gli acquisti degli arredi risalgono al 2019. Per la conformità della struttura ‘L4’, per il futuro polo bibliotecario, serviva un approfondimento sulla norma di prevenzione degli incendi e alcuni aspetti tecnico-impiantistici”.

Insomma: “Il polo aprirà – prosegue l’Assessore –, tenendo conto dei limiti tecnici e contemplando possibili rimodulazioni. La rete tra biblioteche è essenziale, e sto cercando di avere una relazione diretta con chi le fa vivere. Mi prendo qualsiasi responsabilità: se non ci saranno rallentamenti dovuti alla pandemia si può ipotizzare l’apertura del polo per la fine del 2021”.

La mozione – emendata dalla maggioranza, con tanto di “scintille” tra le parti – è stata approvata all’unanimità.

Enfanthéâtre si farà

Qualche novità – a chiederne conto è stato sempre Giordano – arriva anche riguardo Enfanthéâtre. La rassegna è confermata, anche se i dettagli non sono emersi, con il Sindaco Gianni Nuti a spiegare: “Abbiamo cercato di mettere in campo anche delle idee evolutive, riguardo Enfathéâtre, che riescano a legare anche l’amore per la lettura precoce alla crescita delle persone. Potrà essere una ‘curvatura’ correlata alla stagione ordinaria della rassegna, che potrebbe portare tratti di ulteriore originalità all’iniziativa stessa”.

“Questa rassegna si appoggiava ad un bando – aggiunge Tedesco –, con le domande da presentare a metà febbraio, legato alla gestione del ‘Giacosa’. Sovente a febbraio non c’è ancora il bilancio approvato, negli anni successivi non è stato possibile aderire a nessun bando. Ne abbiamo cercati, e uno di questi scade a settembre 2021”. Sulla gara, aggiunge Nuti: “Ereditiamo un bando che io non avrei mai fatto, lo dico da subito”.

Rassegna che tornerà in versione integrale, e non più nella formula in “Pillole” delle scorse edizioni: “La rassegna teatrale ‘Enfanthéâtre’ organizzata dall’Amministrazione comunale per ventidue edizioni – scrive il Comune in una nota – e poi riproposta per cinque anni con la formula ridotta di ‘Pillole di “Enfanthéâtre’, è destinata a tornare con le modalità estese non appena la ripresa delle attività teatrali bloccate dalla pandemia sarà possibile”.

“Vale il ragionamento di prima – chiude Giordano -, mi interessa che venga portata una rassegna degna di questo nome, un festival internazionale che coinvolgeva le compagnie locali d’ufficio, quelle francofone e anglofone. L’importante è tornare ad avere una rassegna teatrale per le famiglie, che una volta vedeva 250/300 persone a spettacolo, con un biglietto di 5 euro che consentiva da solo di pagare le compagnie”.

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