La Crisi nella maggioranza vista da Perron e dall’Alpe

Nuovo botta e risposta sull’accesa discussione scatenata dieci giorni fa, in Consiglio, dalla presentazione di alcuni emendamenti alla finanziaria, elaborati dagli uffici della Presidenza della Regione e presentati a Roma dal senatore Fosson.
Consiglio regionale
Politica

A distanza di dieci giorni, continua a far discutere l’acceso confronto che ha visto protagonisti da una parte il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, e dall’altra i capigruppo Leonardo La Torre (Fa), Francesco Salzone (Sa) e Massimo Lattanzi (Pdl), nel Foyer del Consiglio Valle, sulla presentazione alcuni emendamenti alla finanziaria, elaborati dagli uffici della Presidenza della Regione e presentati a Roma dal senatore Fosson.

A riaccendere la polemica, provocando la reazione del gruppo Alpe, sono state le parole del presidente dell’Union Valdôtaine Ego Perron, affidate all’editoriale pubblicato sull’ultimo numero del Peuple. ”Non ci sono problemi – ha assicurato Perron – forse c’e’ stato solo un piccolo disguido nella comunicazione. Qualcuno può essere caduto nel tranello di certi consiglieri di opposizione, molto esperti, e che hanno seminato zizzania senza che fosse necessario”.

Infine, Perron ha voluto ribadire che “la maggioranza regionale rimane solida e prosegue il suo lavoro nell’affrontare i problemi per risolverli nel rispetto dell’impegno preso con gli elettori”.

Non si è fatta attendere la risposta di Patrizia Morelli, capogruppo di Alpe in Consiglio regionale, secondo la quale “forse Perron non è poi così certo della solidità della maggioranza regionale, visto che si è sentito in dovere di ribadirlo più volte nel suo editoriale: i forti rumori di scricchiolamento sembrano indicare il contrario”.

Riguardo agli esperti consiglieri dell’opposizione, chiamati in causa da Perron, per Patrizia Morelli “si sono limitati a focalizzare l’attenzione su una grave mancanza del presidente della Regione che, nel momento in cui, a livello nazionale, si manifestava una chiara volontà di dialogo tra maggioranza e opposizione per approdare rapidamente al voto sulla manovra finanziaria, riteneva di non dover dare nessuna comunicazione all’aula”.

Morelli ha concluso sottolineando che “mai come in questa legislatura, l’Assemblea è stata privato della sua funzione di luogo di dibattito, complici tanti consiglieri sottomessi e silenti.

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