La “staffetta” chiude sul nascere, Testolin ritira la disponibilità alla presidenza della Regione

“Oggi ritengo più opportuno, per la stabilità della maggioranza e per salvaguardare la continuità amministrativa della Regione, fare un passo indietro e ritirare la mia disponibilità da presidente incaricato", ha spiegato Testolin.
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Politica

Dopo la presa di posizione degli alleati di maggioranza – che prima hanno fermato la “staffetta” con Lavévaz, poi hanno detto “no” a nuovi incontri con l’UvRenzo Testolin fa un passo indietro e ritira la sua disponibilità a diventare il prossimo presidente della Regione. L’annuncio da parte dello stesso con una lettera, anticipata alla Presidente dell’Uv Chiara Machet, prima della riunione di un Comité Fédéral, convocato in via urgente nel pomeriggio di oggi. 

“Oggi ritengo più opportuno, per la stabilità della maggioranza stessa e per salvaguardare la continuità amministrativa della nostra Regione, fare un passo indietro e ritirare la mia disponibilità da presidente incaricato in modo da sollevare anche il mio movimento da ogni ulteriore difficoltà nel confronto con gli altri movimenti e partiti della maggioranza”.

Non solo: “Mi auspico che questa scelta possa agevolare ed accelerare il percorso di ricomposizione della giunta, iniziato, per quanto mi riguarda, dieci giorni fa con il massimo entusiasmo e, come sempre, con la massima serietà ed impegno ma che non pienamente condiviso si è voluto trasformare in una pantomima poco opportuna oltre che poco rispettosa del delicato momento che cittadini ed imprese stanno affrontando”, ha aggiunto.

Decisione che, nelle parole di Testolin, non dovrebbe però mettere in pericolo il già fragile equilibrio a 18 in Consiglio regionale: “Sono certo – prosegue – che il presidente Lavevaz nei prossimi giorni saprà finalmente chiudere il cerchio con un indispensabile completamento dell’esecutivo che possa ridare piena potenzialità all’azione di governo. Personalmente rimango, come sempre, a disposizione del mio movimento e del mio gruppo per lavorare dove e per quello che mi verrà richiesto”.

Il consigliere unionista ricostruisce, quindi, le vicende politiche degli ultimi giorni e se la prende con gli alleati, messi al corrente il 3 novembre scorso della scelta del Comité Fédéral. “Le stesse commissioni politiche si sono prese l’impegno di discutere la proposta nei loro rispettivi movimenti prima di ritrovarsi per una restituzione dei vari confronti interni. Dopo cinque giorni, alla fine della giornata di ieri 9 novembre, in alcuni casi anche in spregio a decisioni già assunte dai propri direttivi di riferimento, le quattro forze politiche hanno preferito non incontrare la delegazione politica dell’Uv ma di affidare i loro desiderata ad un improbabile e istituzionalmente poco corretto comunicato stampa congiunto che tacciava ingiustamente l’Uv di poca chiarezza e di aver creato confusione nel percorso di confronto”. Il passo indietro, quindi, è stato deciso”a fronte di questi comportamenti e delle perplessità espresse dai gruppi facenti parte della maggioranza, forse, in questa fase, più sensibili e preoccupati da possibili ‘rivisitazioni’ degli assessorati e delle relative deleghe più che attenti invece alle opportunità di possibile rilancio dell’azione amministrativa nel suo complesso”.

“Si riprende il discorso da dove lo si era lasciato”

Dopo “un lungo confronto e una lunga analisi” il Comité ha deciso “di riprendere il discorso da dove lo si era lasciato”. Spetterà, quindi, ancora a Erik Lavevaz completare il rimpasto per proseguire l’azione del suo governo.

“Abbiamo fatto un’analisi sui percorsi interni che hanno portato ad una situazione che è stata oggettivamente difficile” racconta la presidente Cristina Machet.
Il perimetro rimane per il momento a 18 – “non abbiamo dato alcun indirizzo per allargarlo – anche se i passi indietro di questi giorni hanno alzato le tensioni interne all’Uv e fra l’Uv e gli alleati.
“Io non credo che la maggioranza sia venuta meno” dice ancora Machet. “Tutti oggi sono stati concordi sul percorso individuato, anche il gruppo consiliare, nessuno ha avuto dubbi. Ci diamo ancora un po’ di tempo e poi lunedì convocheremo le commissioni politiche”.

2 risposte

  1. Ça en dit long sur la capacité de certains à tenir leurs promesses….
    L’appât du gain encourage la trahison !

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