Politica di Luca Ventrice |

Ultima modifica: 3 Dicembre 2020 8:25

La Valle d’Aosta rimane zona rossa. Calabria, Lombardia e Piemonte diventano arancioni

Aosta - L’ordinanza del Ministro Speranza, infatti, dispone l’area arancione per la Calabria, la Lombardia ed il Piemonte e l’area gialla per la Sicilia e la Liguria, che in realtà torna alla “zona” precedente. Il provvedimento sarà in vigore da domenica 29 novembre.

Il MInistro della Salute Roberto SperanzaIl Ministro della Salute Roberto Speranza

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha deciso, ha firmato la nuova ordinanza che “cambia colore” a diverse regioni italiane, ma non per la Valle d’Aosta che resta area rossa.

L’ordinanza, infatti, annunciata sul sito del Ministero, dispone l’area arancione per la Calabria, la Lombardia ed il Piemonte e l’area gialla per la Sicilia e la Liguria, che in realtà torna alla “zona” precedente. Ordinanza che, si legge, sarà in vigore da domenica 29 novembre.

Nulla cambia per la Valle d’Aosta, mentre il Presidente Erik Lavevaz affida – poco prima – ad un tweet amaro il suo pensiero: “Ieri abbiamo ricoverato un cittadino Biellese perché tante rianimazioni del Piemonte erano sature – “cinguetta” il Presidente -. Oggi deduciamo (da Roma non arrivano comunicazioni) che rimarremo zona rossa e ad ora non sappiamo perché. Roma deve darci risposte chiare, questa non è serietà”.

“La mancata spiegazione dei criteri di analisi dei dati e l’assenza di comunicazioni tempestive preoccupano la Giunta regionale della Valle d’Aosta – scrive in una nota serale l’Esecutivo – , che si riserva ogni azione politica nelle prossime ore, dopo l’annuncio governativo che conferma la Regione autonoma come ‘zona rossa’”.

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11 commenti su “La Valle d’Aosta rimane zona rossa. Calabria, Lombardia e Piemonte diventano arancioni”

    • Ma di cosa stiamo parlando? Prima la battaglia tra bovini, poi la pantomima di Cervina, per finire con un ospedale da campo che viene montato tanto per fare della scena e non sarà operativo fino a lunedì, forse. E la colpa è di Roma che non è seria.

  • Forse dovremmo avere il coraggio di fare di testa nostra e magari SCONTRARCI con il governo!
    Bisogna farla con questa ridicola storia dei rimpalli! La dovete finire, perché avete rotto! Ricordo che prima che il governo proclamasse la zona rossa, noi ci eravamo già portati avanti, rintroducendo quella ridicola autocertificazione che bisogna portarsi dietro, ancora prima che la imponesse il governo. Non siete diversi dal governo! Diciamo la verità: state solo cercando di scaricargli la colpa.

  • Fanno bene a tenerci zona rossa…i nostri politici che avete votato stanno facendo un ottimo lavoro e non parlo di quelli di roma. L autonomia in questa valle la utilizzano solo per avere 35 onorevoli quando ne basterebbero 15 …siamo un quartiere di torino …poi iniziassero a fare meno tamponi magari avremo risulltati migliori vedi tutte .e altre regioni

  • … vedo troppa passività (sudditanza?) da parte del nostro esecutivo rispetto ai “diktat” di Roma. Evitare di presentarsi con il cappello in mano e la testa china non sarebbe male, così da recuperare un minimo di credibilità.

    • Sì tratta di pivellaggine e supponenza, figlie di una mentalità antica, in cui tutto è dovuto se sei del posto e se hai conoscenze, a cominciare dal posto di lavoro assicurato. Poi arriva un vairus ed improvvisamente ci accorgiamo che siamo un puntino nell’ universo e non contiamo nulla. Sino a metterci a piangere per le piste chiuse che secondo alcuni è il de profundis per la montagna

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