L'”affaire ospedale” arriva in Consiglio comunale. L’opposizione cerca di “stanare” le differenze interne alla maggioranza

Mentre in Regione la crisi di governo arriva in aula, l'opposizione ad Aosta chiede a Sindaco e Giunta di esprimersi sull'ampliamento del nosocomio. La maggioranza sceglie il "muro", e spiega la necessità di ridiscutere l'accordo per il nuovo progetto del "Parini", che ora prevederà anche l'area museale.
Piazza Chanoux, Aosta
Politica

Mentre in piazza Deffeyes, dopo la discussione sulle dimissioni dell’Assessora Minelli, la crisi politica della maggioranza esplode in pieno Consiglio Valle, anche nel Comune di Aosta piomba in aula l’’affaire ospedale.

Galeotta una mozione – che faceva il paio con un ordine del giorno discusso ieri, prima dell’ora di cena – presentata da Rinascimento Valle d’Aosta. L’impegnativa, doppia, chiedeva a Sindaco e Giunta di prendere una posizione pubblica sull’ampliamento dell’Ospedale regionale e sul Museo al Parini o su una eventuale concentrazione dei reperti ritrovati nell’Area megalitica.

Domanda che cerca di “stanare” le differenze di una maggioranza composita, che già a Palazzo regionale – in cui governano le stesse forze del Capoluogo – sono deflagrate.

Il “fuoco di fila” dell’opposizione

“Siamo molti interessati a conoscere le posizioni del Sindaco e degli Assessori su questa tematica importante – spiega in illustrazione il capogruppo di Rinascimento Giovanni Girardini –. Sappiamo che ha creato difficoltà Regione e sappiamo che il Comitato che si è creato ha intenzione di riportare il tema all’attenzione della popolazione con un nuovo referendum. È chiaro che questo diventerà un tema eterno, purtroppo lo è già. Chiediamo questo proprio perché c’è bisogno di chiarezza, per accorciare al massimo i tempi sulle decisioni, qualunque esse siano”.

Il Sindaco, Gianni Nuti, cerca di parare il colpo, e si portavoce della maggioranza intera. Il tema diventa presto quello del ruolo, spesso considerato “ancillare”, del Comune nei confronti della Regione: “Non c’è sudditanza, ma c’è rispetto – dice il Primo cittadino –. Non posso scrivere un accordo di programma e portarlo in Regione da solo, è un’operazione che si fa tra più soggetti. Si scrive insieme, ed è qello che mi aspetto che succeda e che sta avvenendo per altre cose sul tavolo. Altro discorso, che condivido, è quello di muoversi per la pianificazione delle opere sulla città”.

Nuti, comunque, aveva fiutato la polpetta avvelenata già sul finire della seduta di ieri quando, tirato per la giacchetta sull’Ospedale, rispondeva “Volete che prendiamo posizioni divisive tra di noi? Non lo faremo perché non siamo divisi”.

L’opposizione incalza: “Qual è la posizione del Comune di Aosta? Intendo la posizione politica sul discorso grandi opere, non solo l’ospedale – spiega invece Bruno Giordano, Lega –. Abbiamo il diritto di sapere quando finirà l’Università, cosa ne sarà della pedonalizzazione dell’Arco di Augusto, del Parco archeologico. La verità, di cui nessuno vuole prendere atto, è che in Regione c’è una crisi di governo aperta sulla questione. Prima dovrà risolversi, e non sappiamo come, e poi, se ci sarà unità di intenti, forse potremo cominciare a pensare a come e a quale impatto avrà il nuovo nosocomio sulla città”.

Renato Favre, Forza Italia, spinge sull’acceleratore del dibattito: “Questa è la prova provata che il Sindaco ha riposto la fusciacca nel cassetto e che non vuole ribadire la centralità della città. Questo è un dossier che avrà un impatto sulla città, e Lei mette la testa sotto la sabbia, da spettatore”.

“Questa è una fase di paura a palazzo regionale ma anche nel palazzo comunale – aggiunge Girardini –. In questo frangente vedo la réclame di un silicone, che serve per restare incollati alle poltrone per quattro anni e mezzo”.

Dai banchi di Forza Italia Paolo Laurencet punta il dito: “La sensazione è che si aspetti una decisione altrui per poi adeguarsi, quando in realtà la città dovrebbe assumere un ruolo proattivo e indicare alla Regione ciò che si vuole realizzare e ciò che i cittadini vogliono”.

In attesa del nuovo progetto

Di suo, la maggioranza resta silente. La motivazione ufficiale è che un accordo con la Regione è da rimettere in piedi dall’inizio dopo i ritrovamenti del “Guerriero celtico” che impongono una variazione del progetto dell’eventuale ampliamento del “Parini” non certo trascurabile.

Loris Sartore, Assessore alla Pianificazione territoriale, ieri spiegava: “Non possiamo esprimerci su qualcosa di non formalizzato. Il progetto sottoposto agli accordi di programma prima e all’intesa poi non potrà più essere lo stesso. Dovremo sederci al tavolo con la Regione e trovare un nuovo accordo. Poi analizzeremo tutti gli aspetti. Su alcuni Aosta ha una centralità inevitabile, perché il progetto incide sul tessuto urbanistico, sulla viabilità e tanti altri aspetti”.

La sensazione, anzi la certezza, è che il dibattito sull’ospedale “Parini” sia ben lungi dall’essere chiuso. Soprattutto se anche in Comune, come avvenuto a Palazzo regionale, l’unità delle componenti di governo iniziassero a vacillare rispetto alla – al momento – stabilità dell’oggi.

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