Politica di Redazione AostaSera |

Ultima modifica: 2 Dicembre 2019 10:17

L’Assemblea di Rete Civica: “Nessun fallimento, gli obiettivi sono raggiungibili”

Aosta - Sulla riforma elettorale tutto rimandato al mese di febbraio. "Decorso tale periodo, non ci saranno più alibi: o si approva una legge di riforma coerente con gli impegni presi e sottoscritti oppure il non rispetto degli stessi comporterà l’automatico decadimento dell'accordo di luglio".

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Rimandato al mese di febbraio l’ultimatum di Rete Civica al Governo Fosson per l’approvazione della riforma elettorale. E’ quanto emerge dall’Assemblea di Rete Civica, riunita ieri all’Hotel des Etats di Aosta.

Con il deposito nei giorni scorsi della proposta elaborata dalla sottocommissione sono scattati per la I Commissione i 60 giorni di tempo per esprimere parere. A quel punto la proposta dovrà essere “obbligatoriamente iscritta “all’ordine del giorno del Consiglio regionale. “Il termine di verifica dell’attuazione del punto in questione è quindi spostato per i tempi tecnico-istituzionali strettamente necessari.  – evidenzia in una nota Rete Civica – Decorso tale periodo, non ci saranno più alibi: o si approva una legge di riforma coerente con gli impegni presi e sottoscritti oppure il non rispetto degli stessi comporterà l’automatico decadimento dell’accordo di luglio”.

Aspettando il responso dell’aula o del confronto politico in corso, il Movimento ha deciso di voler proseguire “lo sforzo per un esito pienamente positivo degli impegni pubblicamente assunti e promuoverà incontri pubblici con i cittadini e confronti con le forze politiche (anche quelle non presenti in Consiglio), le associazioni imprenditoriali e le organizzazioni sindacali”.

Legge elettorale a parte, secondo Rete Civica “lo stato di attuazione del Cronoprogramma evidenzia il risultato pieno ottenuto sui primi punti con l’approvazione dei relativi provvedimenti.  – scrive ancora Rete Civica – Su gran parte degli altri il lavoro è concretamente avviato ma l’obiettivo non è stato ancora raggiunto. Non tutto ha funzionato nel migliore dei modi e non sempre si è proceduto con la necessaria rapidità; ci sono stati errori (anche nostri), boicottaggi, ostruzionismi e complicazioni varie”.

L’Assemblea ha quindi “valutato che non si può certo parlare di fallimento sia per i traguardi già conseguiti – punti sulla ferrovia, legge sulla mobilità sostenibile – sia perché tutti gli obiettivi rimangono raggiungibili nell’ambito della collaborazione messa in campo con l’accordo a termine fra i “diciassette” e Rete Civica”.

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