Lettera delle associazioni ambientaliste al Consiglio Valle: “No a 1600 Tir sotto i trafori alpini”

Le associazioni: "Attualmente i passaggi al Bianco sfiorano i 1.700 TIR al giorno. Ogni limite previsto dal Consiglio regionale o auspicato dallo stesso Presidente Caveri, che da tempo aveva cominciato a parlare di 1.500 TIR al giorno, è stato superato".
Traforo Monte Bianco
Politica

Le associazioni ambientaliste contestano duramente in una lettera inviata al Consiglio regionale la proposta, criticata già dalle associazioni in sede di Comitato regionale trasporto,in base alla quale sarà adottato un nuovo limite di traffico per il Tunnel del Bianco, passando da1.100 Tir ad una media giornaliera di 1.600 Tir.

"Attualmente i passaggi al Bianco sfiorano i 1.700 TIR al giorno – scrivono nella lettera –  Ogni limite previsto dal Consiglio regionale o auspicato dallo stesso Presidente On. Caveri – che da tempo aveva cominciato a parlare di 1.500 TIR al giorno – è stato superato. Anziché reagire, l’esecutivo ha scelto la via più semplice: quella di adeguarsi all’esistente, perché non si ha la volontà né la capacità di metterlo in discussione e di cambiarlo. Il Governo regionale giustifica le sue scelte con uno studio scientifico ad hoc fornito dalla solita ed onnisciente T–Bridge, già protagonista di consulenze sulla ferrovia valdostana, sul servizio di autobus e sul Casinò.  Tale studio aveva come scopo quello di individuare la dose giornaliera di TIR sopportabile dalla Vallée, anziché elaborare soluzioni alternative per quei 500/600 TIR al giorno che superano il limite fissato dalla Regione.  Soluzioni che invece non sono mai state cercate, anche se le proposte a riguardo non mancano. A tale proposito le associazioni sono a disposizione per un confronto costruttivo. Paradossalmente poi, non sono lo Stato italiano o l’Unione Europea a mettere in discussione il limite stabilito dal Consiglio regionale, ma lo stesso esecutivo che aveva invece il mandato di difenderlo!".

L'accusa di  dell'Associazione per la Difesa del Monte Bianco, di Legambiente e di Attac, firmatari della lettera, continua. "La nostra Regione avrebbe potuto e potrebbe ancora assumere – grazie all’importanza simbolica del Monte Bianco – un ruolo di guida e di laboratorio di idee nella lotta all’inquinamento e al mutamento climatico. Invece si è preferito rinviare la soluzione del problema all’arrivo di nuove tecnologie, che si sperano meno inquinanti. Lo slogan potrebbe essere “trattenete il respiro fino al 2020” nell’attesa dei TIR euro 5 e 6! In realtà, anche se il parco degli autoveicoli migliorasse, le polveri fini e ultrafini resterebbero un grave problema, come più volte evidenziato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità".

Le associazioni ambientaliste infine invitano "il Consiglio regionale a non ratificare supinamente la proposta della Giunta".

Nell'ultimo Consiglio regionale a portare la polemica sui banchi dei consiglieri è stato il consigliere regionale Sandro Bortot del gruppo dell'Arcobaleno. Nella risposta Caveri ha ricordato che il Consiglio Valle ha approvato un Piano Aria ed ha invitato i consiglieri dell'Arcobaleno "ad andare a rileggersi il documento".
"La proposta della soglia giornaliera fissata a 1600 veicoli/giorno non tende ad adeguarsi ai flussi esistenti, ma deriva da studi scientifici condotti sulla base delle rilevazioni effettuate, come peraltro prescritto dalla stessa legge 25/2006" ha aggiunto il Presidente della Regione.   

 

 

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